Comune di Milano: D’Errico si candida

Lucia D’Errico Rappresentante della Federazione Italiana Ristorazione (FIR)  ha deciso di candidarsi come consigliera al Comune di Milano. L’abbiamo incontrata per conoscere come intende muoversi in attesa dell’appuntamento del 2021

Come vede il futuro di Milano? abbiamo chiesto
Quale futuro? Quale Milano?”, la sua risposta piena di implicazioni.

Lucia si sta preparando per le elezioni del prossimo anno. Non dice al momento con chi si candiderà. “E’ una situazione politica di settore e non di partito”, spiega.  Ma osservando i vari profili social cui è legata non è azzardato dire che potrebbe essere uno dei candidati di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Lei in ogni modo precisa “che è solo attraverso un partito che ci si candida mentre il mio scopo è quello di voler supportare e far ripartire il settore enogastronomico, ricettivo, turistico, alberghiero”, insomma quella filiera alimentare e della ristorazione che ben conosce e per la quale lavora con competenza.

Adesso è il momento di far sentire la nostra voce di “settore” ovunque – strade, piazze, governi, istituzioni. Nel periodo covid-19 ho partecipato a diversi videoconferenze e scritto diverse missive al governo per la tutela del settore, sono rimasta in contatto con i miei sostenitori, ho dato consigli e detto di mantenere la calma nonostante fosse tutto  estremamente difficile”.

La incontriamo a Milano, in un mercato, un’altra area del commercio che spesso non viene considerata o è poco rammentata.
Perché proprio un mercato ?

Gli ambulanti che troviamo al mercato sono stati sottoposti ad un vero e proprio ricatto, ciò che gli è stato fatto è assurdo. Il comune ha fatto pagare, oltre alla quota annuale della piazzola, una somma, che è variata col tempo, per inserire dei controllori ai varchi. Personale assunto a carico degli ambulanti che regolarizzavano i flussi al mercato, che controllavano la temperatura attraverso una pistola a infrarossi per rilevare la temperatura ed una pettorina con su scritto staff ed il logo di Milano. “Se volete aprire dove pagare altrimenti…….. agli ambulanti pur di lavorare hanno accettato di sottostare al ricatto imposto dal Sindaco di Milano”.

Un ambulante che ascolta nei pressi urla: “non so perché ma a me suona come una specie di estorsione legalizzata, la D’errico è stata l’unica che si è veramente interessata alla nostra categoria,  la sosterrò politicamente e la farò sostenere perché se lo merita. Parlano di n’drangheta e estorsione a Milano ma il primo a chiedere il pizzo in una condizione di emergenza è il sindaco di Milano” (urla sempre l’ambulante che si riferisce ai costi della vigilanza, della sicurezza relativa alla aree mercatali che il Comune di Milano ha posto in carico agli ambulanti stessi ndr).

Ma secondo lei è solo colpa del Covid o anche di altro?

Il Covid per il commercio è stata una mazzata tremenda, ma le attuali lobby sono disposte a sacrificare il benessere di tutti per il guadagno di pochi, sono molte e troppo influenti. Soprattutto adesso che la campagna elettorale per le comunali di Milano è partita. Chi mi conosce sa che sono stata sempre presente nella vita politica del settore, dobbiamo ascoltare i segnali che ci inviano i commercianti, ristoratori, albergatori, contadini e chiunque abbia deciso di investire su se stesso, dobbiamo tornare a partecipare alla vita della città e creare una massa di persone disposte a dire basta per il bene comune e per superare questo periodo di crisi”.

Le critiche ora sono soprattutto nei confronti del Comune di Milano mi pare.

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, cosa ha fatto? Ha per caso concesso qualche cosa alle nostre attività? No!  Quando ricomincia il turismo? Quando riapre la fiera di Milano? Quando riprenderanno le manifestazioni fieristiche? Il gioco politico della sinistra è chiaro e non comprendo quando i commercianti di Milano se ne renderanno conto. Siamo sull’orlo del baratro tra aziende che fallirano e aziende che stanno pensando di chiudere per sempre. E questo sapete che significa? Meno soldi nelle casse dello Stato e più famiglie senza lavoro, senza reddito, insomma, alla fame. Lo sapete che il Comune di Milano ha un debito di € 266.783.302,50? Pubblicato in data 29 gennaio 2020.
Io  sono pronta a scendere in campo per Milano e voglio farlo


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