Legacoop: inadeguati i provvedimenti del Governo

L’intervento del presidente della Legacoop Mauro Lusetti durante il 39∞ Congresso Nazionale di Legacoop, Roma, 18 dicembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Preoccupate per la gravità e durata della crisi economica in atto, e insoddisfatte dei provvedimenti economici adottati dal Governo.
Sono questi gli elementi più significativi della percezione delle cooperative aderenti a Legacoop sulle conseguenze dell’epidemia da Covid-19, come risultano da un sondaggio condotto su un campione ampio e rappresentativo nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso.


Rappresentiamo imprese attive in tutti i settori e di ogni dimensione, dalle piccolissime cooperative ai maggiori players in alcuni mercati” -sintetizza Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop. “Dall’inizio dell’emergenza -aggiunge- studiamo le percezioni delle nostre imprese e quelle dell’opinione pubblica italiana, per confrontarle e contribuire a interpretare i complessi fenomeni di questo difficile momento”.

Le valutazioni espresse dalle cooperative confermano, e accentuano, quelle manifestate dalla popolazione italiana nel suo complesso. Quasi 3 cooperative su 4 (il 74%, contro una media del 62% della popolazione italiana) ritiene che la crisi economica in atto sarà grave e destinata a durare a lungo, mentre solo il 21% (contro il 31% della media italiana) pur ritenendola grave, pensa che l’Italia si riprenderà presto. Un atteggiamento di maggiore pessimismo confermato anche dal fatto che la recessione è ora nettamente più preoccupante dell’aspetto “sanitario” per il 75% delle cooperative (il 65% è la media della popolazione italiana).In linea con la percezione generale degli italiani, anche per le cooperative i provvedimenti adottati dal governo a sostegno delle imprese risultano scarsamente soddisfacenti. E’ l’opinione del 59% del campione, dove il 41% li ritiene poco adeguati ed il 18% per niente adeguati. Così come in linea con l’opinione pubblica nel suo complesso è il livello di fiducia nelle istituzioni.

Tra le cooperative vi è una leggera preferenza (il 27% del campione) per la gestione statale rispetto a quella delle Regioni (il 23%), ma, come per i cittadini, non emerge una tendenza netta.

Come Organizzazione abbiamo avanzato le nostre proposte alle Istituzioni, e condiviso responsabilmente le impostazioni delle politiche impostate nelle settimane trascorse” -continua Lusetti” – d’altra parte abbiamo anche rilevato la lentezza con cui i provvedimenti si sono attivati e la difficoltà di giungere al sistema produttivo e ai cittadini. Ora occorrono segnali rapidi e incisivi per attutire l’impatto della crisi e, soprattutto, per alleviare la preoccupazione e ridare fiducia al Paese“. 

La tensione manifestata dalle cooperative trova una conferma evidente anche in riferimento agli effetti del Covid-19 sulla loro attività, che viene indicata in sostanziale riduzione dal 72% del campione, con la conseguente difficoltà (per il 52%) di pagare gli stipendi. Inoltre, il 62% ritiene che dovrà fare ricorso alla cassa integrazione, in gran parte in tempi brevi (di questi, la metà per la quasi totalità delle retribuzioni). Pronte alla ripartenza nel pieno rispetto delle norme di sicurezza (ma il 27% dovrà farlo a ranghi ridotti), le cooperative prevedono un calo del fatturato e della domanda per l’immediato futuro e la ripresa, pur prevista nel corso del tempo, per molti è ancora avvolta nell’incertezza.  

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