Estesa a 10 anni la garanzia sui finanziamenti alle PMI

La durata della garanzia statale con il Fondo di Garanzia sui finanziamenti alle PMI viene portata da 6 anni a 10 anni. La Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento che sana una evidente falla tecnica nel Decreto Liquidità di aprile che impediva il consolidamento dei finanziamenti su periodi oltre i 6 anni e la piena applicazione dell’articolo 13 comma 1 lettera e). Inoltre, l’erogazione di liquidità connessa al consolidamento viene portata da un minimo del 10% del nuovo finanziamento ad almeno il 25%.

Dal prossimo 8 giugno, con l’approvazione in Senato le imprese potranno consolidare i propri debiti bancari e chiedere nuova finanza per fronteggiare l’Emergenza Covid-19, accedendo a prestiti garantiti fino a 10 anni, non più solo fino a 6, avendo la possibilità di utilizzare a pieno il plafond di garanzia pubblica fino a euro 5 milioni. Si tratterà poi di attendere qualche giorno per l’applicazione da parte del sistema bancario.

La falla tecnica del Decreto Liquidità, segnalata alla Commissione Finanze della Camera da diverse parte tra cui anche noi di Studio Dattilo – D&B Srl, è stata sanata con un emendamento specifico. La nostra Newsletter del 14 aprile parlava della necessità di una Finanzia Paziente di lungo termine, per sanare le ferite economiche lasciate dal Covid-19 e consentire alle imprese di risollevarsi. Indicavamo in 10 anni l’orizzonte temporale minimo necessario. Questa nostra richiesta, fatta a diverse banche e alla Commissione Finanza, viene accolta.

SI DISINNESCA LA BOMBA DEL 1° OTTOBRE, DATA DI SCADENZA DELLA SOSPENSIONE DEI MUTUI

Con il Decreto Cura Italia, le imprese avevano ottenuto la sospensione dei rimborsi dei mutui fino al 30 settembre. A ottobre si sarebbe presentato il problema di affrontare piani di rimborso non più sostenibili, con conseguenti enormi problemi per imprese e banche creditrici.

C’è ora spazio per consolidare mutui e finanza a breve termine su orizzonti temporali sostenibili. Diventa a questo punto essenziale negoziare periodi di pre-ammortamento lunghi. Noi stiamo impostando finanziamenti con piani di pre-ammortamento fino a 36 mesi. In specifiche situazioni si sono superati i 36 mesi.

In alcuni casi, sempre per facilitare le imprese, abbiamo accompagnato periodi di pre-ammortamento lunghi conpiani di ammortamento costruiti ad hoc, ad esempio prevedendo un meccanismo di step-up: una rata capitale fissa e bassa iniziale, una seconda rata capitale fissa e più cospicua successivamente. Non sempre e non tutto il sistema bancario ha famigliarità con strutture non convenzionali. Occorre presentare le richieste con adeguati piani economico-finanziari da cui emerga la convenienza per tutti – debitori e creditori – in termini di minore rischio di soluzioni specifiche. E serve anche creatività per studiare le soluzioni più adeguate. 

L’esigenza è sempre più evidente. Le settimane passate hanno intasato i meccanismi di erogazione del credito alle PMI. Prima le modalità realizzative delle Sospensioni Mutui, inutilmente farraginose. Poi, l’ondata di finanziamenti da 25.000 euro. Infine, l’incertezza operativa e normativa sul credito garantito alle PMI.

Si dovrebbe ora essere all’avvio di una fase di maggiore velocità operativa. Tuttavia, la velocità di risposta del sistema bancario dipende anche dalla qualità della documentazione presentata dalle PMI a supporto dell’intervento finanziario richiesto. Non solo i bilanci provvisori: anche richieste di credito supportate da solidi piani economici e finanziari e da una visione complessiva di come combinare correttamente finanza commerciale di breve e finanza a medio-lungo termine e di come gestire il rischio di credito.

Guardare all’insieme dell’esposizione creditizia. Un approccio all’intervento finanziario che guardi all’insieme dell’esposizione creditizia dell’impresa nelle sue singole forme tecniche, incluse quelle di breve termine, costituisce un elemento qualificante e di accelerazione da parte delle Banche nella lavorazione e approvazione delle richieste di credito. Questa prospettiva permette di trovare soluzioni migliori rispetto a quello di semplice richiesta di nuovi finanziamenti ad aggiungersi a quelli esistenti.

Controllare e misurare il rischio: meno rischio, più finanza. Nelle nostre soluzioni, poniamo attenzione a come, utilizzando le misure del Decreto Liquidità, sia possibile giungere ad una posizione win-win: le imprese ottenere maggiore finanza, le banche ridurre il proprio rischio complessivo. E’ proprio questo approccio completo alla posizione di debito dell’impresa che ce lo consente. Nelle nostre analisi a supporto delle richieste di credito abbiamo quindi introdotto un indicatore di rischio specifico che misura – a beneficio delle Banche – di quanto, grazie all’intervento finanziario richiesto, si riduca il loro rischio verso l’impresa a fronte di maggiore credito erogato.

Pochi e selezionati interlocutori. In periodo di emergenza, occorre concentrare gli sforzi. Meglio selezionare le controparti bancarie con cui affrontare un organico e solido intervento finanziario che perdersi nei mille rivoli di troppe banche con cui intavolare trattative, con esiti alla fine incerti, a cominciare dalla tempistica.

Francesco Robiglio
Corporate Finance
STUDIO DATTILO – Milano


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