Il prestito liquidità rifiutato al 25% delle imprese

Sembrava dovesse essere il sostegno su cui contava gran parte delle piccole e medie imprese. Quei soldi promessi dal Governo per dare liquidità immediata sembravano l’ancora di salvataggio di tante realtà rimaste senza liquidità a causa del Coronavirus. 

Ma la realtà dice un’altra cosa. Dice che oltre un quarto delle domande di finanziamento è stato respinto. Insomma, per 4 imprese su 10 niente soldi, niente liquidità. 

E’ quanto emerge da un’indagine di Altroconsumo. 

“La nostra indagine rivela anche come sia andato a buon fine solo il 18% delle richieste di prestito fino a 25mila euro garantito dallo Stato al 100% attraverso il Fondo di garanzia PMI per microimprese, artigiani e commercianti colpiti dalle ripercussioni economiche del Coronavirus (misura prevista dal decreto Liquidità). In quattro casi su dieci la richiesta è stata respinta. Un dato che conferma il quadro emerso dalle segnalazioni che abbiamo ricevuto al nostro servizio di assistenza Coronavirus che raccontano come le banche stiano rendendo la vita difficile ai titolari delle piccole imprese e agli artigiani che chiedono questi prestiti”, dicono all’associazione dei consumatori.

Infatti, emerge dall’indagine,  alcune banche hanno aggiunto una loro modulistica e hanno inserito alcune clausole e condizioni non previste dalla legge che rendono l’iter molto più impervio come ad esempio essere correntisti della banca da un certo periodo di tempo o l’obbligo di aprire il conto corrente per ottenere il prestito. Mentre la procedura prevista dal governo è piuttosto semplice, in linea con la necessità che sia attuata in tempi brevi. Infatti, per i prestiti fino a 25mila euro (al massimo il 25% dei ricavi da ultimo bilancio) alle piccole imprese, artigiani e commercianti c’è una garanzia totale dello Stato per cui non è necessaria l’istruttoria. L’impresa deve scaricare un modulo dal sito del Fondo di garanzia Pmi e inviarlo anche via mail con allegato un documento di identità, alla banca o alla finanziaria che chiedono la garanzia del Fondo per concedere il prestito.

“Per vederci chiaro  – dicono a Altroconsumo – nella prima metà di maggio, abbiamo fatto un’inchiesta sul campo presentandoci come piccoli imprenditori che chiedono di accedere al prestito fino a 25mila euro garantito dallo Stato al 100%. In ben quattro delle sette banche interpellate ci hanno detto che il prestito veniva concesso solo a chi era già correntista della banca: Creval, Banca Sella, Deutsche Bank e Banco di Desio (quest’ultimo solo se correntista prima del 29/2/2020). Deutsche Bank chiede anche che sia un conto aziendale e non personale. Le altre tre banche, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte Paschi di Siena, chiedono di aprire il conto per avere il prestito. Paletti che frenano il flusso di liquidità necessario alle imprese per ripartire”.


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