Peraboni: come saranno le fiere post Covid

Con Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group (), uno dei maggiori player fieristici internazionali, abbiamo ragionato sul futuro del comparto & congressi, uno dei più colpiti dall’emergenza Covid-19.

Le Fiere cambieranno certamente – ci dice – Occorrerà dedicare più attenzioni e investimenti agli aspetti della sicurezza di espositori e visitatori che d’ora in poi richiederanno cure particolari. Noi come IEG siamo pronti: abbiamo predisposto un piano safe che ritengo innovativo e completo, l’obiettivo è sicuramente ripartire, ma soprattutto sostenere i nostri clienti. Inoltre per quanto riguarda i nostri espositori abbiamo previsto la massima elasticità e flessibilità commerciale. In questo momento di incertezza non abbiamo voluto vincolare nessuno. Poi stiamo mantenendo sempre vivi i collegamenti  con le nostre aziende espositrici anche attraverso le varie community delle diverse filiere. Crediamo sia fondamentare offrire la massima flessibilità agli espositori proponendoci come una piattaforma per riaprire il mercato”.

Che previsioni fa per la ripartenza?

Sono cauto ma credo che lo scenario sarà nei primissimi mesi improntato sul fronte nazionale, poi nell’autunno riprenderanno anche le Fiere internazionali. Noi col nostro Osservatorio del TTG monitoriamo le date di riapertura delle tratte aeree internazionali e vediamo che sono ancora previste da metà ottobre in poi. Ritengo però importante sottolineare come le nostre manifestazioni siano un volano per un vastissimo indotto che proprio le Fiere alimentano come gli alberghi, i ristoranti, i trasporti ecc. Per questo è fondamentale che il sistema Paese presti attenzione a tutto questo”.

Lei che oltre che di IEG è stato anche alla guida di Fiera di Milano e presidente di UFI (L’organizzazione internazionale delle fiere) e può quindi essere considerato uno dei massimi esperti del comparto fieristico a livello internazionale, dai suoi contatti con le realtà di altri Paesi come vede la situazione all’estero?

Ci troviamo in una fase di piena evoluzione, dove perdurano però alcuni tratti di incertezza globale. Faccio un esempio, in Cina il governo ha deciso per la riapertura delle fiere mentre in Germania è stato demandato tutto alle decisioni dei singoli Land. Per questo ritengo che occorra trovare una linea condivisa tra le diverse misure che si andranno ad adottare, altrimenti potrebbero esserci degli svantaggi tra competitor di vari Paesi. E’ soprattutto importante comprendere che le manifestazioni b2b non sono assimilabili agli eventi di massa. E’ fondamentale questo distinguo. Le nostre manifestazioni possono essere ben gestite attuando particolari protocolli di sicurezza. E questo è già stato fatto, per esempio, in Germania e, dunque, deve valere per tutti e anche in Italia”. 


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