Scenari: il possibile impatto COVID-19 su moda e lusso

Si fanno i conti su quello che sarà l’impatto del Coronavirus sul comparto della moda e del lusso. Secondo uno studio di Bain & Company ci si deve attendere una contrazione di fatturato tra il 25 e il 3% a livello globale solo per il primo trimestre di quest’anno. Mentre per l’intero 2020 Bain ha ipotizzato tre possibili scenari evolutivi del mercato, che tengono conto della perdita immediata di vendite nei negozi diretti e della riduzione futura di ordini dal canale di distribuzione indiretta e triangolano differenti ipotesi in termini di durata, ampiezza e intensità dell’epidemia e degli effetti sulle principali nazionalità e sui flussi di spesa nei vari Paesi.
Lo scenario intermedio suggerisce una contrazione annuale tra il 22% e il 25%, pari a una flessione tra i 60 e i 70 miliardi di euro.
Tra l’altro è più che probabile che gli effetti negativi dell’attuale crisi si continueranno a riscontrare anche in parte del prossimo anno considerando che la ripartenza sarà graduale e molto differenziata tra aree geografiche. Per esempio a Cina, e in generale il mercato asiatico, potrebbero registrare la ripresa più forte, e già in queste ultime settimane si evidenziano segnali positivi. Il Giappone, l‘Europa e gli Usa, potrebbero invece sperimentare un effetto più prolungato prima di stabilizzarsi sui livelli di crescita pre-crisi, in base anche all’evoluzione dell’economia reale dei singoli Paesi.
Tuttavia i fondamentali che porteranno questo mercato a continuare il suo percorso di crescita nel medio-lungo periodo rimangono invariati e solidi: una crescente domanda della classe media cinese, una maggiore propensione agli acquisti di beni di lusso da parte delle nuove generazioni, e una continua evoluzione del canale digitale. Rivolgendo uno sguardo al passato, sottolinea infine Bain, il consumo di beni di lusso ha superato tutte le crisi precedenti.
L’impatto dell’epidemia di SARS del 2002-2003 è stato attenuato dal fatto che l’industria non fosse così dipendente dalla Cina come lo è oggi. Dopo la crisi finanziaria globale del 2008/2009, i consumatori cinesi hanno continuato a spendere.


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