Anche la moda si piega a Covid-19 (e fa solidarietà)

L’ultimo decreto del Governo che ha introdotto per almeno due settimane misure più restrittive per fronteggiare l’emerfgenza cofronavirus colpisce pensantemente anche il mondo della moda.

La chiusura dei negozi, ad eccezione die quelli di vendita di beni essenziali, per almeno due settiman impone alle varie Case scelte drastiche.

Tod’s (nella foto il patron, Diego Della Valle) ha deciso la chiusura fino al 16 marzo di tutti gli stabilimenti produttivi in Italia. Il gruppo, che ha chiuso l’anno con utili in leggera flessione (-1,7%) a fronte di ricavi pari a 916 milioni (-2,6%), ha avviato una riduzione dei costi per far fronte all’emergenza.

Gucci ha comunicato la sospensione dell’attività produttiva fino al prossimo 20 marzo, come ulteriore misura precauzionale per salvaguardare la salute di dipendenti e clienti.

In controtendenza Fendi che, dopo aver chiuso lo stabilimento per sanificare i locali, ha deciso di riaprire con tutte le garanzie di  rispetto della sicurezza e della salute dei dipendenti.

Numerosi gruppi della moda poi stanno intervenendo con elergizioni in favore di ospefdali e enti di ricerca per contribuire alla lotta a Covid-19.

Armani ha contribuito con 1,25 milioni, il colosso francese Kering (che vuol dire Gucci, Bottega Veneta, Brioni e Pomellato) ha donato 2 milioni. 

Benetton ha deciso di donare 3 milioni di euro per sostenere i progetti e le necessità urgenti degli ospedali Cà Foncello di Treviso, Sacco di Milano, Spallanzani e Policlinico di Roma. 


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