Geox: bilancio in affanno per la scarpa che respira

Geox ha chiuso il bilancio 2019 con una perdita netta di 24,8 milioni di euro, in sensibile aumento rispetto ai 5,3 milioni del 2018. Escludendo l’impatto dell’Ifrs 16 e i costi di ristrutturazione il risultato netto si attesta a -10,6 milioni, rispetto a un utile di 2 milioni di euro nel 2018.

L’ebitda si è attestato a 30,9 milioni di euro, pari al 3,8% dei ricavi, rispetto a euro 48,2 milioni del 2018 (pari al 5,8% dei ricavi). Includendo gli impatti del principio Ifrs 16 e gli oneri di ristrutturazione, l’ebitda si attesta a 96,3 milioni.

Questo a fronte di ricavi per 805,9 milioni di euro, in calo del 2,6% . Il 72% del fatturatoi è stato realizzato fuori dall’Italia. Si conferma in buona crescita il mercato russo, con vendite comparabili in salita a +10%. Continua a rimanere positiva, anche nelle ultime settimane, la performance del canale online diretto con trend sostenuto in tutti i mercati core, tranne la Cina.

Il risultato dell’esercizio è stato poi penalizzato da 15 milioni di oneri per la maggior parte riconducibili alla recente decisione di uscire gradualmente da circa 80 negozi non profittevoli.

“Il 2019 è stato caratterizzato da un contesto particolarmente complesso. Oltre a tensioni socio-politiche in alcuni importanti mercati (Francia e Hong Kong in primis) e a rilevanti cambiamenti nei rapporti in Europa (Brexit), l’intero settore ha dovuto far fronte al profondo e continuo cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori, sempre più digital”, ha commentato l’amministratore delegato Livio Libralesso


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