Rimossi a Londra i distributori di falso Prosecco

La beffa del falso Prosecco è finita. Grazie all’azione italiana e in particolare del Consorzio del Prosecco DOC sono stati rimossi i distributori automatici di falso Prosecco apparsi la scorsa settimana a Londra ponendo fine a un danno per i nostri produttori e, soprattutto, per i consumatori londinesi.

Soddisfazione ha espresso il ministro dell’Agricoltura. “Bene il prezioso e centrale ruolo di vigilanza del Consorzio del Prosecco che ha immediatamente denunciato l’accaduto e messo fine a questa frode ai danni dei consumatori inglesi”, sottolinea Teresa Bellanova. “La lotta alla contraffazione a difesa dei nostri prodotti e l’usurpazione di nomi protetti italiani è tra le nostre priorità. Sostenere sui mercati internazionali il made in Italy, le nostre Dop, Igp e Stg è essenziale se vogliamo valorizzare al meglio il Made in Italy e mantenere alta la fiducia dei consumatori. Operazioni commerciali di questo genere offendono il nostro Paese con un danno economico e di immagine, danneggiano le imprese oneste e i consumatori e mettono a repentaglio anche la sicurezza e la tutela della salute».

Secondo il Ministro “Le nostre imprese e I nostri consorzi che lavorano duramente e nelle regole si dimostrano ancora una volta i nostri alleati più preziosi per la lotta alle frodi alimentari. Abbiamo un sistema di controlli tra i migliori al mondo e questo lo dobbiamo innanzitutto proprio all’incessante lavoro di collaborazione tra Icqrf, la nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità, e i produttori”

Simile a un bancomat. ma invece delle sterline distribuisce Prosecco, o meglio, qualcosa che gli somiglia alla lontana.

È questa la trovata di Vagabond, uno dei marchi di vino leader nel Regno Unito. Per l’apertura di un nuovo punto vendita, a Londra, l’azienda per due giorni ha piazzato un distributore automatico di bollicine proprio dove fino a qualche tempo fa c’era un vero distributore di soldi. Un “Apm”, acronimo che sta per “Automatic prosecco machine”, al posto del solito “Atm”, cioè la cassa bancomat.
Il distributore è stato sistemato a fine gennaio a Gracechurch Street, nella city, in zona Monument. Grazie a un rubinetto, ha dispensato gratis prosecco ai passanti. Ma, come sottolinea l’azienda, non più di un calice a persona: una scelta determinata dall’intenzione di trasmettere un segnale di moderazione nei consumi. La nuova vineria ha aperto negli stessi locali in cui prima c’era una banca, da qui l’idea di mettere un “Apm” dove prima c’era il bancomat.

Ma la cosa non è affatto piaciuta a Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc. L’installazione di un “bancomat” di Prosecco alla spina nel centro di Londra rappresenta, ha detto, “una frode nei confronti dei consumatori inglesi, oltre che un serio danno di immagine per la nostra denominazione”. Zanette, poi, ha spiegato che “la prima segnalazione alle autorità inglesi, operata dai nostri uffici, risale a metà della scorsa settimana, non appena il Consorzio ha avuto evidenza della cosa e si è attivato con i propri legali, al fine di contestare l’illegittimo riferimento alla denominazione Prosecco apparso sul distributore londinese”.

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