Per gli stilisti è fuga dalla Grande Mela

Molte defezioni illustri dalle sfilate della moda  di New York al via da oggi.  Da Ralph Lauren  a Tommy Hilfiger e Jeremy Scott, fino a Tom Ford,  si tengono lontani dalla settimana della Fashion Week. Alcuni di loro hanno persino  scelto le stesse giornate ma una location diversa.

Tanto che  “Vogue” si è chiesta se New York non debba cancellare la sua manifestazione: “Le sfilate caratterizzate geograficamente non sono piu’ il cuore e l’anima dell’industria della moda. Possono funzionare in luoghi che hanno forti strutture organizzative come Francia o Italia, in assenza delle quali i designer emergenti farebbero bene a concentrarsi nella loro relazione con la clientela”.

Alternativa a New York negli States appare sempre più Los Angeles.

Per esempio Tom Ford, regista oltre che stilista, sfilerà a Los Angeles due giorni prima dei premi Oscar assegnati il 9: “E’ casa mia e ha avuto un forte impatto su come lavoro sia nella moda che al cinema”, ha spiegato. La decisione e’ stata una sorpresa dal momento che la missione del Council (l’equivalente della Camera della Moda italiana) dovrebbe esser quella di rafforzare la Fashion Week newyorchese, tant’e’ che un portavoce dell’organizzazione ha smentito che ci siano programmi per trasferire la manifestazione a Los Angeles. Sfileranno nella mecca del cinema anche M Missoni e Baja East, che ha appena vestito Billy Potter ai Grammy, rispettivamente il 4 e 7 febbraio. Quanto a Jeremy Scott, che disegna anche Moschino, volerà a Parigi in luglio per la linea che porta il suo nome, mentre Hilfiger per questa stagione ha scelto Londra.


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