Raggiunta intesa sull’indicazione dell’origine delle carni suine

Intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni sul decreto che introduce l’obbligo di indicare l’origine delle carni suine trasformate. Lo annuncia la Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova. ”E’ un passo importante verso la trasparenza. Questo provvedimento, atteso da molto tempo, conferma l’Italia all’avanguardia in materia di etichettatura. Ora discuteremo con Bruxelles per l’autorizzazione dello schema nazionale e insisteremo con la Commissione Ue per avere una legge europea per l’origine”.

“Ringrazio le Regioni e gli enti locali – continua Bellanova – per l’intesa di oggi sul decreto, costruito insieme ai Ministeri dello Sviluppo economico e della Salute, che introduce l’obbligo di indicare l’origine delle carni suine trasformate”. Ora al lavoro a Bruxelles: per Bellanova “la legge europea per l’origine obbligatoria in tutti gli alimenti è un diritto dei cittadini e dobbiamo garantirla”.

Nel dettaglio il testo prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le seguenti informazioni: – Paese di nascita: il nome del paese di nascita degli animali; – Paese di allevamento: il nome del paese di allevamento degli animali; – Paese di macellazione: nome del paese in cui sono stati macellati gli animali. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.

La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: Ue”, “Origine: extra Ue”, “Origine: Ue e extra Ue”.

Una risposta

  1. Ciaciovenexian ha detto:

    Figurarsi se I barbari del Nordeuropa accetteranno di non poter piu frodare i consumatori. Per sopperire alla sicura opposizione a questi regolamenti, per riconoscere la provenienza italiana del prodotto sarebbe sufficiente indicare i dati relativi al prodotto in forma promozionale. Non credo esista la possibilità UE d’impedirlo.

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