Bolzano città più cara

Bolzano è la città più cara d’Italia, seguita a ruota da Modena e Brescia. Genova è al quarto posto, Torino al settimo, Milano è undicesima e Roma ventesima. Tra le regioni spiccano Trentino, Liguria ed Emilia Romagna. Stando all’Istat a maggio l’inflazione si è fermata allo 0,8% contro il +0,9 delle stime preliminari e per il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimo Dona “è un’ottima notizia. I prezzi si raffreddano ancor di più rispetto alle previsioni iniziali e soprattutto rispetto al +1,1% di aprile. Una dimostrazione del fatto che a marzo gli aumenti erano solo una sorpresina legata alla Pasqua”.
Ma il più 0,8 di media nazionale in molti casi raddoppia ed in rincari pesano in maniera anche significativa. Analizzando i dati delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.

In testa alla classifica delle città si conferma Bolzano che, pur non avendo l’inflazione più alta, +1,5% (il record appartiene a Bari: +1,6%), ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 499 euro su base annua. Al secondo posto Modena, dove il rialzo dei prezzi dell’1,5% determina un aggravio annuo di spesa, per una famiglia media, pari a 421 euro, terza Brescia, dove l’inflazione a +1,3% comporta una spesa supplementare pari a 382 euro.

La città più conveniente, in termini di minori rincari, è, invece, Firenze dove l’inflazione a +0,1% genera un esborso addizionale annuo di appena 27 euro. Al secondo posto Perugia (+0,2%, pari a 45 euro) e al terzo Ancona, +0,3%, con un aumento del costo della vita pari a 65 euro.

In testa alla classifica delle regioni più costose c’è il Trentino Alto Adige, che con l’inflazione a +1,3 registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 368 euro su base annua. Segue la Liguria, dove l’incremento dei prezzi maggiore tra tutte le regioni, pari all’1,6%, implica un’impennata del costo della vita pari a 354 euro, terza l’Emila Romagna, dove per via dell’inflazione all’1%, si ha un salasso annuo di 272 euro.

L’Umbria . secondo le stime dell’Unc, si conferma come ad aprile la regione con meno rincari, con un’inflazione dello 0,4% che si traduce in una spesa aggiuntiva di 87 euro.

Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,8% secondo l’Unc significa avere una maggior spesa annua complessiva di 261 euro, appena 40 euro per il carrello della spesa e 129 per i beni ad alta frequenza di acquisto. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, l’aggravio annuo di spesa è di 247 euro su base annua, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 208 euro in più nei dodici mesi. Infine per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 119 euro, 162 euro invece quello per un single con meno di 35 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!