Copyright: riforma approvata dall’Europarlamento

Il Parlamento europeo ha approvato la riforma del copyright, con le nuove regole sul diritto d’autore. Le nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web. 

Viene data la possibilità facoltativa agli editori di stampa di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l’utilizzo dei loro contenuti (riconoscimento dei diritti connessi). Gli snippet brevi – le parole che descrivono un articolo – non sono protetti. I link restano liberi e gratuiti. Gli introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti.

Viene riconosciuto il diritto a colmare il divario tra i ricavi che le grandi piattaforme commerciali fanno diffondendo contenuti protetti da copyright e la remunerazione agli autori o detentori dei diritti. Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook, mentre le piccole sono esentate e le medie hanno obblighi ridotti. Non ci sono obblighi di filtri ex-ante, e l’obbligo di meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.

Il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali come Wikipedia o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, e sui cloud è escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Anche i meme come le parodie, le citazioni e i pastiche sono fuori.

1 thought on “Copyright: riforma approvata dall’Europarlamento

  1. Gentile Direttore, vorrei soffermarmi sulle contestazioni rivolte a Papa Francesco, per il suo silenzio sulle responsabilità dell’Islam, per le stragi di cristiani.
    Premesso che in ogni famiglia ci sono buoni e cattivi, così è fra i cristiani, così fra i musulmani, è da rilevare
    che la Chiesa, tramite la voce di Papa Wojtyla, ha chiesto perdono alle altre religioni per le persecuzioni.
    Non mi risulta che altrettanto sia stato fatto da nessuna autorità dell’Islam (forse sono distratto).
    Io anche sono critico nei confronto di questo silenzio di Papa Francesco.
    Su Facebook ho postato questa esortazione:
    Preghiamo per tutti coloro che soffrono il martirio, per mano di chi, pur di meritare il paradiso promesso dal
    profeta, uccide in nome del suo Dio.
    Non ho parlato di musulmani, ma il riferimento è esplicito.
    Marcello Maria D’Amato

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