google-logoGoogle torna alla carica sulla direttiva Ue sul copyright approvata dal parlamento di Strasburgo nel settembre scorso ma il cui testo finale non è comunque ancora definitivo. E per la sua campagna informativa che in sostanza contrasta con le attese degli editori della carta stampata, il gigante del web ha scelto le pagine di alcuni quotidiani: da ieri tra gli altri sul ‘Corriere della sera’ campeggia sotto il titolo ‘Oggi più che mai è importante conoscere tutti i punti di vista su una notizia’ un testo in cui Google premette che “l’articolo 11 della nuova direttiva sul copyright dell’Unione europea mira a proteggere il lavoro della stampa. E questo è un obiettivo che condividiamo pienamente”. In sostanza l’articolo 11 della Direttiva Ue introduce la possibilità per gli editori di ricevere compensi “consoni ed equi” per l’utilizzo (anche se parziale) dei loro contenuti da parte dei “fornitori di servizi nella società dell’informazione”. Un principio che riguarda solo le grandi piattaforme, come chiarito dallo stesso documento europeo mentre esclude gli utilizzi privati dei link e il loro impiego non commerciale.

Tuttavia il gigante di Mountain View si dice preoccupato per “alcuni elementi di questa legislazione che potrebbero ridurre lo spettro e il numero di notizie che si trovano quando si cerca online”, aggiungendo che la propria opinione in merito è che “serve una soluzione che consenta agli editori, piccoli e grandi, di scegliere liberamente e apertamente come i lettori possono accedere ai loro contenuti”. A metà dicembre, alla vigilia di una riunione degli ambasciatori dei 28 e del nuovo round negoziale tra le istituzioni Ue che deve definire il testo legislativo finale della nuova direttiva, gli editori europei di Enpa, Emma, Epc e News media Europa hanno lanciato un appello spiegando che in mancanza di un sistema “che funzioni” di diritti per gli editori, “vedremo il mondo solo attraverso gli occhiali di Google: per questo chiediamo agli stati membri di trovare un accordo” su questo che sia “in linea con quanto votato dal Parlamento europeo tre mesi fa” sul copyright. In campo erano scesi anche i giornalisti spiegando che con il voto del 12 settembre “il Parlamento europeo votava in massa un progetto di direttiva che permette alla stampa e alle agenzie di sperare finalmente che venga loro pagata una retribuzione dai giganti di internet”.