John Elkann e Sergio Marchionne

Fca ha chiuso il 2016 con risultati record: l’utile netto adjusted è in aumento del 47% a 2,5 miliardi di euro e l’utile netto è pari a 1,8 miliardi di euro. I risultati sono stati approvati dal cda riunito a Londra. L’ebit adjusted è in aumento del 26% a 6,1 miliardi di euro, con tutti i settori in positivo e in miglioramento rispetto al 2015.

L’indebitamento netto industriale di Fca alla fine del 2016 è in calo a 4,6 miliardi di euro, 0,5 miliardi di euro in meno rispetto al 31 dicembre 2015.

Fca prevede di chiudere il 2017 con ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro, ebit adjusted oltre 7 miliardi di euro, utile netto adjusted oltre 3 miliardi di euro, indebitamento netto industriale inferiore a 2,5 miliardi di euro. I target per il 2017 – sottolinea l’azienda – confermano la convinzione del Gruppo nel raggiungimento degli obiettivi per il 2018.

“Speriamo in una rapida conclusione del confronto con l’Epa”, l’Agenzia Usa per la protezione dell’ambiente, che ha accusato Fca di avere violato le norme sulle emissioni dei motori diesel. Lo ha detto l’ad Sergio Marchionne durante la conference call sui conti 2016.

“Apprezziamo le proposte di Trump e il suo impegno per il settore auto”, ha sottolineato l’a.d di Fca parlando dell’incontro alla Casa Bianca con i vertici delle aziende dell’auto. “Vogliamo lavorare con Trump”, ha aggiunto Marchionne che ha anche detto di essere preoccupato sulle tasse trasfrontaliere.

Fca ha completato al 60% il piano industriale 2014-2018 e il suo management è “concentrato sul concluderlo”. Marchionne ha ribadito che “il 2016 è stato un anno record” e che il gruppo “sta procedendo con decisione verso la realizzazione degli obiettivi 2018. Abbiamo preso tutte le decisioni industriali, il nostro obiettivo è realizzare il piano”.