Emergenza tartufi: minacciati anche dai cinghiali

L’invasione dei cinghiali non risparmia le tartufaie. Il loro calpestio, infatti, schiaccia il terreno impedendo lo sviluppo dei preziosi funghi ipogei. Il tutto provocando danni che si aggiungono a quelli causati dall’antropizzazione e dal clima, responsabili di un crescente calo della produzione. A denunciare il fenomeno è il ricercatore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria ((Crea) di Gorizia, Gilberto Bragato, esperto tartufologo da oltre 30 anni.

“I cinghiali non sono scavatori, come molti potrebbero pensare e quindi non sono interessati a mangiare i tartufi – spiega Bragato – tuttavia costituiscono una grave minaccia per la produzione naturale coltivata; un problema acuito negli ultimi anni per la loro enorme proliferazione”.

Impossibile stimare i danni dei cinghiali alla produzione italiani di tartufi, che comprende un’area che va dal Piemonte alla Basilicata, ma si tratta di un problema che in parte contribuisce alla diminuzione. In Italia dagli anni ’70 a oggi il calo complessivo è del 50%, stima Bragato, secondo il quale sul banco degli imputati c’è anche l’abbandono dei territori.

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