Dalla Super Imu stangatina sulla casa

E’ in arrivo una stangatina fiscale sulla casa. Su tutte le case. Il governo ha deciso di accorpare le attuali assicurando che sarà a invarianza di gettito, ossia che non comporterà alcun maggior onere.

Ma pare che non sia proprio così

Intanto l’aliquota base passa dal 7,6 all’8,6 per mille. E i sindaci potranno aumentarla fino ad un massimo del 10,6 per mille. Ma c’è di più. Perché nel 2020, i Comuni che già hanno adottato l’aliquota massima possono decidere un ulteriore aumento fino all’11,4 per mille. Nelle grandi città, come Roma, Milano, Bologna e Firenze, dove l’aliquota ordinaria dell’Imu è già al massimo, per i proprietari di immobili cambierà poco o nulla.

Bisognerà solo adottare la delibera che porterà l’aliquota ordinaria della super-Imu dal 10,6 all’11,4, incorporando anche lo 0,8% che attualmente viene pagato attraverso la Tasi. Ma in altre città dove l’imposta è al di sotto della soglia, gli aumenti potenziali potrebbero essere molto più consistenti. Secondo le simulazioni effettuate per Qn dall’Istituto nazionale degli esperti contabili, a Como per una casa con un valore casuale di 84mila euro nel 2019 Imu e Tasi messe insieme sono costate 932 euro.

Con la super-Imu l’imposta potrebbe lievitare fino a 957 euro. La stessa cifra si pagherebbe anche a Ferrara dove attualmente per Imu e Tasi si versano 722 euro dal momento che le aliquote sono più basse. Certo, ci vorrà una delibera ad hoc. E, se vogliono, i primi cittadini potranno anche decidere di azzerare la super-Imu, perfino sugli immobili di pregio, compresi ville e castelli, dove l’imposta viene applicata anche se si tratta di prima casa. Ma è un’ipotesi che, per Giorgio Spaziani Testa, presidente della Confedilizia, appartiene al mondo dei sogni: “Non è mai successo, nella storia della fiscalità, che quando è stata data ai Comuni la possibilità di aumentare le tasse sulla casa, abbiano resistito a questa tentazione. Succederà anche questa volta. E sarà una nuova patrimoniale”.

Ma non basta . Perché avendo eliminato, di fatto qualsiasi collegamento fra le tasse pagate e i servizi corrisposti, i primi cittadini “non solo avranno le mani libere per aumentare le aliquote senza alcuna giustificazione ma di fatto potrebbe aprirsi un ulteriore spazio per una nuova imposta sui servizi”. Bisognerà poi verificare in che maniera sarà distribuito – insiste Confedilizia – il carico della nuova imposta dal momento che sui proprietari degli immobili affittati sarà scaricata anche la quota di Tasi finora a carico degli inquilini. Fra le novità anche l’arrivo dei moduli precompilati con la nuova super-Imu: almeno non avremo il fastidio di calcolare anche gli importi degli eventuali aumenti.

 

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