Tagli di spesa per tre miliardi carcere agli evasori

Una parte del decreto fiscale varato dal Governo riguarda la riduzione della spesa pubblica con tagli alle spese dei ministeri per complessivi 3 miliardi e 89 milioni, mentre sale a 400 milioni il prestito ad Alitalia.

Sono previsti tagli alle spese dei ministeri per complessivi 3 miliardi e 89 milioni. Le “riduzioni alla dotazioni finanziarie” sono previste già per il 2019 dall’articolo 59 del decreto, contenente le disposizioni finanziarie. Servono a finanziare alcune misure, tra cui lo spostamento degli acconti fiscali al prossimo anno. Lo stesso articolo stabilisce che entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto il Mef può autorizzare rimodulazioni all’interno dei singoli ministeri, ma garantendo comunque i risparmi. 

Entra nel dl fiscale anche la riduzione dell’acconto di fine anno per le partite Iva. Vengono infatti modificate le modalità di versamento dell’acconto delle tasse(Irpef, Irap e Ilor) dovute da imprese e professionisti soggetti agli Indici di affidabilità fiscale (Isa). Nello specifico, si legge nella relazione illustrativa allegata, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 si può pagare la somma dovuta o con due rate dello stesso importo oppure, se si sceglie il pagamento in un’unica soluzione, ci sarà una riduzione del 10% e si pagherà quindi il 90% del dovuto. Il resto sarà saldato nelle dichiarazioni che saranno presentate nel 2020 con uno spostamento di gettito di circa 1,5 miliardi. 

Sale a 400 milioni il prestito ad Alitalia. Il finanziamento, della durata di 6 mesi, serve per “consentire di pervenire al trasferimento dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia – Società Aerea Italiana – S.p.A. in amministrazione straordinaria ed alle altre società del medesimo gruppo anch’esse in amministrazione straordinaria”. Per la restituzione si applicherà un tasso Euribor a sei mesi maggiorato di 1.000 punti base. Con la nuova erogazione da parte dello Stato cresce così a 1,3 miliardi di euro l’intervento pubblico a sostegno dell’amministrazione straordinaria. La scadenza per l’offerta è stata indicata al 21 novembre.

Vengono confermate poi le norme previste nelle precedenti versioni per rendere più facile l’applicazione del carcere per gli evasori fiscali. Salgono gli anni di carcere: da 6 a 8 anni in caso di dichiarazione fraudolenta, quando la somma evasa superi i 100 mila euro; da 3 a 5 anni per la dichiarazione infedele. Si sono abbassate invece le soglie per lo sconfinamento dal ‘fiscale’ al penale di alcuni tipi di comportamenti: per il mancato versamento delle ritenute, prima la somma in ballo doveva superare i 150 mila euro, ora ne ‘bastano’ 100 mila. A differenza delle precedenti versioni la novità scatterà subito dopo la conversione in legge del decreto – in pratica dopo l’iter legislativo e l’esame delle Camere – senza attendere i 15 giorni di vacatio legis prima previsti.

Il maggior gettito previsto dal decreto fiscale consentirà di appostare 5,3 miliardi nel fondo taglia tasse per il 2020. Negli anni successivi il fondo che consente la riduzione delle tasse viene incrementato di 4,4 miliardi nel 2021, 4,2 miliardi per ciascuno degli anni successivi fino al 2025. Le risorse – viene stabilito – “sono destinate al raggiungimento degli obiettivi programmatici della manovra di finanza pubblica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!