BCE: oggi finisce l’era Draghi

Quello di oggi sarà l’ultimo consiglio della Bce presieduto da Mario Draghi, Non per questo, però, la riunione di oggi sarà un semplice rito simbolico di chiusura degli otto anni a Francoforte. Già da ieri sera, alla cena della vigilia, Draghi è stato impegnato a difendere fino all’ultimo il pacchetto di nuove misure lanciato a settembre. E oggi, alla sua ultima conferenza stampa da presidente, oltre ai saluti, forse a qualche sobria concessione all’emozione dell’addio, con ogni probabilità lancerà un nuovo, forte appello affinché i governi si mobilitino, con uno stimolo di bilancio che affianchi quello monetario.

Le aspettative d’inflazione misurate dagli swap – nonostante un nuovo programma di acquisti di bond al ritmo di 20 miliardi al mese che parte a novembre e un nuovo taglio dei tassi a -0,5% con la promessa di non fare rialzi finché necessario – sono crollate ai minimi storici, a 1,1150% agli inizi del mese.

Segno che gli investitori non sono del tutto convinti della determinazione della Bce a portare l’inflazione al 2%. Colpa della fronda di alcuni governatori, e di alcune uscite pubbliche contro il pacchetto-Draghi che hanno vistosamente irritato gli altri governatori. Ma anche di un ruolo delle banche centrali percepito dagli investitori come sempre meno efficace di fronte alle difficoltà dell’economia mondiale e alle spinte deflazionistiche globali. Una bella sfida, dunque, è quella che aspetta Lagarde (e Draghi domani): convincere gli investitori che la Bce è pronta a tutto, persino ad aumentare il Qe o tagliare ulteriormente i tassi. Per farlo, l’orientamento pare essere quello di rimuovere la regola che vuole acquisti dei titoli nazionali proporzionati alla quota di ciascun Paese nel capitale della Bce. Una sfida che potrebbe mettere zizzania già oggi nell’ultima riunione della Bce di Draghi. La posta in gioco è altissima. Draghi sa bene che il corposo pacchetto di settembre, di fatto, ha spianato alla Lagarde la strada per proseguire nel segno della continuità nonostante l’opposizione dei ‘falchi’. Ma questi promettono battaglia. La capacità di creare consenso nel consiglio Bce della Lagarde, donna e avvocato che sarà quasi circondata da uomini economisti con un background di politica monetaria, è tutta da vedere. Anche se le sarà d’aiuto il probabile arrivo di Isabel Schnabel, economista non ortodossa che ha difeso la Bce di Draghi, sostenuta dalla Spd, al posto della ‘falca’ Lautenschlaeger. Così come l’arrivo nel board di Fabio Panetta dalla Banca d’Italia, che oggi ha ricevuto il via libera proprio della Bce.

La Banca centrale europea ha confermato che gli acquisti dei titoli di Stato riprenderanno dal primo novembre a un ritmo di 20 miliardi di euro al mese,  nell’ambito del Quantative easing. La conferma arriva dall’Eurotower al termine della riunione di politica monetaria, durante la quale è stato anche deciso di mantenere invariati, a zero, i tassi di interesse, con quello sui depositi a -0,50%.

 

 

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