Il governo prepara una stangata sulla casa

Ancora gli imobili per fare cassa. Il Governo Conte sta studiando nuove tasse sulla casa. Aumenta la cedolare secca sugli affitti. Rincarano le imposte di registro sui contratti di compravendita. E c’è il rischio che, dietro l’annunciata fusione fra Imu e Tasi si nasconda una ‘stangatina’.

Insomma se non è una patrimoniale, poco ci manca.

Nota positiva, la proroga di tutti gli attuali bonus, da quello per le ristrutturazioni edilizie a quello per i lavori di adeguamento anti-sismico negli edifici costruiti nelle aree a rischio (in pratica, quasi tutto il Paese). Con una novità dell’ultima ora: il governo ha, infatti, introdotto uno sconto fiscale per i condomini che decidono di fare il maquillage alle facciate degli edifici. Un modo, spiega il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, per fare più belle le nostre città e i centri storici. 

Il nuovo incentivo sarà strettamente collegato al Piano casa voluto dal ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, per la rinascita delle aree urbane. Lo stanziamento previsto si attesta su un miliardo di euro. Nel frattempo, però, chi vende o acquista un immobili dovrà pagare il 300% in più di imposta di registro, che passa da 50 a 150 euro. L’incremento non risparmia proprio nessuno, neanche la prima casa. 

Un maxi rincaro solo parzialmente compensato dal contestuale calo (da 200 a 150 euro) per i trasferimenti immobiliari sottoposti all’Iva. Una bella e una brutta notizia anche sul fronte della cedolare secca. Il sistema sarà reso strutturale, ma il governo potrebbe portare l’aliquota dall’attuale 10% al 12,5%, con un aumento quindi del 25%. Non proprio spiccioli. Sull’orizzonte, poi, si profila lo spettro di un aumento di Imu e Tasi. Le due imposte, dal 2021, saranno unificate. L’accorpamento, però, potrebbe portare a fissare un’aliquota unica massima dello 0,86 per mille. Il rischio è che qualche sindaco, con l’acqua alla gola per i tagli ai trasferimenti, colga l’occasione per arrotondare i tributi.

Per chi compra o vende casa triplicano le imposte di registro. L’imposta ipotecaria e catastale sulle compravendite immobiliari private (prima casa e altri) passa da 50 a 150 euro. Ma si riduce da 200 a 150 quella sui trasferimenti di immobili soggetti ad Iva.

Nella manovra ci sarà il ritocco della cedolare secca sugli affitti a canone concordato che sono in scadenza nel 2019. Si passa dal 10% al 12,5%, quindi la stangata è del 25%. La cedolare secca, inoltre, dovrebbe non solo essere confermata nel 2020, ma dovrebbe diventare strutturale.

Il piano Casa comprende bandi per finanziamenti concessi ai Comuni (con popolazione superiore a 60mila abitanti) entro il limite di 20 milioni per ciascun progetto. I piani saranno cumulabili con altre misure a favore della casa, come ecobonus e sismabonus.Dotazione del fondo: 1 miliardo.

Il governo agevolerà i proprietari e i condomini che vogliono rifare le facciate dei palazzi. È prevista in questo caso un credito fiscale che può arrivare al 90%. Un’operazione che coinvolgerà non solo le grandi città ma anche i piccoli centri e le periferie.

Resterà in vigore per tutto il 2020 la detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di interventi di ristrutturazione. Previsto uno sconto Irpef o Ires pari al 50%.

Prorogato per il 2020 anche lo sconto fiscale per i contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici. La detrazione arriva fino all’80%, soprattutto se si agisce sulle parti comuni dei condomini rendendole a prova di terremoto.

Proroga al 31 dicembre 2020 della detrazione al 50 o al 65% per gli interventi di efficienza energetica degli immobili. In particolare gli sconti scatteranno per l’installazione di pannelli solari, impianti dotati di caldaie di classe A, micro-cogeneratori, dispositivi domotici per gli impianti.

In arrivo la proroga delle bonus per le ristrutturazioni edilizie: fino al 31 dicembre del 2020 è previsto una detrazione del 50% fino a 96mila euro di spesa. La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali. Lo sconto spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo.

Il governo sta pensando di unificare le due imposte principali, Imu e Tasi, che gravano sulla casa. La fusione dovrebbe partire dal 2021, per semplificare il sistema fiscale. Ma c’è chi teme una ministangata: l’imposta massima salirebbe dallo 0,76 allo 0,86 per mille

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