Due italiani su tre pronti a trasferirsi all’estero

Non è vero che gli italiani non amino spostarsi per lavoro o temano i trasferimenti. Anzi! Due su tre sarebbero infatti pronti a emigrare.  Siamo i primi in Europa per disponibilità a lasciare il nostro paese in cerca di migliore carriera e equilibrio vita-lavoro (67%), per avere stipendi più elevati (64%) e un lavoro più soddisfacente (57%). Le mete più ambite sono Germania, Francia, Svizzera, Spagna e Regno Unito. Mentre l’Italia è scelta solo dal 3% dei lavoratori mondiali come meta di trasferimento.

All’80% dei nostri connazionali piace anche lavorare con culture diverse. Per il 74% ritengono sia positivo assumere personale dall’estero per colmare la mancanza di competenze, per il 60% per mancanza di manodopera. I giovani under 25 sono invece meno favorevoli alla presenza di lavoratori stranieri.

Sono questi i primi risultati dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che verranno pubblicati nei prossimi giorni.

In sintesi gli italiani non temono la prospettiva di dover viaggiare all’estero per lavoro e spostarsi stabilmente in un altro paese in cerca di maggiore successo professionale. Oltre due lavoratori su tre, come abbiamo visto, sarebbero pronti a emigrare: è il dato più elevato in Europa. Due le ragioni di fondo rispetto agli altri: a trasferirsi spingono la voglia di un notevole aumento di stipendio (sono sei punti in più della media complessiva) e una carriera più soddisfacente (+4% sulla media mondiale).

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