Renzi lascia il Pd e Conte non sta sereno

Matteo Renzi rompe subito gli indugi e lascia il PD molto prima del previsto. Ieri in serata ha annunciato che formerà in Parlamento sui gruppi autonomi  che poi potrebbero portare alla nascita di un nuovo partito che potrebbe nascere a breve, dopo la Leopolda.

Prima dell’annuncio Renzi ha chiamato Giuseppe Conte  per garantirgli il pieno sostegno all’esecutivo.

«Solo chi è a digiuno di politica – ha spiegato – non capisce questa mia scelta. Formeremo due gruppi parlamentari, uno di 25 deputati alla Camera e un altro tra i 12-15 senatori a Palazzo Madama. Due nuovi soggetti che saranno decisivi per la maggioranza e per il governo». Non è escluso che ai  parlamentari già del PD i nuovi gruppi renziani possano accogliere transfughi di altri partiti, a cominciare da Forza Italia.

“Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso – Ha spiegato Renzi – Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni”. “La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta – scrive ancora – Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa”. “C’è uno spazio enorme per una politica diversa – continua – Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno. Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà”. “Per me c’è una strada nuova da percorrere – conclude – Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”.

Il Pd nasce come un “partito all’americana, capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo-sottolinea- è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti” e “temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 stelle”.

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