Ciabatti: l’oreficeria fulcro dell’Italian Style

Il comparto orafo in tutto il mondo sta vivendo una fase riflessiva dovuta sia alle tensioni geopolitiche sia a un’indubbia situazione di rallentamento dell’economia. E l’Italia, che comunque resta prima in Europa e terza al mondo per produzione, non fa certamente eccezione”. Ivana Ciabatti, è presidente di Federorafi Confindustria e titolare di Italpreziosi, uno dei principali operatori nell’affinazione, nel trading e commercio di metalli preziosi, lingotti e monete di oro da investimento. L’abbiamo incontrata a e con lei abbiamo fatto il punto sullo stato di un comparto che si trova a dover affrontare importanti sfide.

Bisogna poi tener conto delle forti tensioni dei prezzi delle materie prime. L’oro è passato in poco tempo da 1.200 a 1.500 dollari l’oncia mentre anche l’argento è aumentato del 35%. Ma quello che crea maggiori problemi sono le continue oscillazioni di questi prezzi che producono incertezze. I prezzi alti, infatti, non sono una novità e rientrano nella normalità, ma ora abbiamo continue e repentine oscillazioni e sono queste che disorientano gli operatori finendo col bloccare gli ordinativi”.

L’Italia inoltre dipende molto dai mercati esteri visto che oltre l’80% della nostra produzione finisce al di fuori dei nostri confini. Come stanno andando le cose nei principali mercati internazionali?

Anche qui siamo in una fase riflessiva. Nel primo semestre di quest’anno sono scesi Europa, con l’eccezione della Francia  dove registriamo un aumento dell’export, e Cina e anche gli Stati Uniti sono in calo. L’India resiste ma anche qui pare ci siano segnali di un certo rallentamento. Più stabili rimangono Emirati Arabi e Hong Kong”.

Come vede l’evoluzione del settore nel medio periodo?

Confesso che siamo in un momento di transizione. E’ molto importante fare innovazione a 360 gradi perchè solo chi la fa cresce. Come Federorafi siamo molto impegnati in una serie di azioni a favore delle imprese. In particolare stiamo promuovendo le reti di imprese per aggregare soprattutto quelle piccole e medie offrendo una serie di servizi. Per esempio stiamo lavorando alla creazione di una piattaforma digitale per aiutare le piccole imprese a raggiungere mercati che da sole non potrebbero affrontare. Inoltre ricordo, sempre sul fronte dell’internazionalizzazione, la collaborazione con l’Agenzia Ice con cui stiamo sviluppando un importante progetto  che coinvolge 639 nostre aziende i cui prodotti vengono venduti presso la grande distribuzione statunitense e grazie al quale abbiamo già sviluppato un giro d’affari di 200 milioni di dollari”.

Oggi anche nella filiera orafo-gioielliera si parla molto di etica e di sostenibilità. In concreto che significa?

E’ un aspetto sempre più importate. Il consumatore è molto attento a questi aspetti e lo è anche nei beni come l’oro o i gioielli che si prestano a politiche non sempre chiare. Per questo occorre partire da un’etica di prodotto che è sempre più importante. Noi come Italpreziosi lo abbiamo fatto sin dal 2006 e quindi siamo un po’ dei veterani in questo campo. E’ importante la tracciabilità di prodotto in modo da dare la garanzie sull’applicazione delle giuste pratiche nelle diverse fasi di produzione e lavorazione”.

C’è qualcosa che come operatori chiedete alle istituzioni? Le vedete attente alle vostre problematiche?

In linea di massima tutte le imprese hanno bisogno di stabilità e di certezze e quelle del comparto orafo non fanno eccezione. Nello specifico, poi, occorre fare sistema con gli altri comparti a noi affini, col sistema moda nel suo complesso, per dare corpo all’Italian Style che è uno dei principali punti di forza del nostro Paese nel mondo. Ecco credo che le istituzioni dovrebbero favorire questo processo che vede protagoniste le imprese”.

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