Ok del PD al Conte bis

Il PD dice sì all’abbraccio col Movimento 5 Stelle e al secondo governo di Giuseppe Conte. Lo ha deciso la direzione del partito che ha dato mandato al segretario Nicola Zingaretti di riferire in tal senso al Capo dello Stato durante l’incontro al Quirinale. 

“Abbiamo riferito al Presidente di aver accettato la proposta del Movimento 5 Stelle di indicare, in quanto partito di maggioranza relativa, il nome del presidente del Consiglio, nome indicato dal M5S nei giorni scorsi”. Lo ha detto Zingaretti al termine della consultazioni della delegazione Pd al Quirinale. “Abbiamo risolutamente confermato al presidente Mattarella, in sintonia con quanto detto in occasione del nostro primo incontro, l’esigenza ora di costruire un governo svolta e discontinuità per questo Paese  A seguito di un confronto tra Pd e M5S, nei giorni scorsi abbiamo definito un primo comune contributo politico di linee di indirizzo da offrire al presidente incaricato”.

Ma l’intesa PD-5Stelle sta creando problemi e fratture in entrambi i partiti.

“Caro Nicola, Caro Paolo, vi prego di voler accettare le mie dimissioni dalla Direzione nazionale del Partito democratico“. Lo scrive Carlo  Calenda in una lettera indirizzata a Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni in cui parla, tra l’altro, di “una decisione difficile e sofferta” “Penso che in democrazia si possano, e talvolta si debbano, fare accordi con chi ha idee diverse, ma mai con chi ha valori opposti. Questo è il caso del M5S”, sottolinea l’eurodeputato nella lettera. “Sapete bene che nulla abbiamo in comune con Grillo, Casaleggio e Di Maio. Ed è significativo il fatto che il negoziato non abbia neanche sfiorato i punti più controversi: dall’Ilva alla Tav da Alitalia ai Navigator. Un programma nato su omissioni di comodo non è un programma, è una scusa”, dice Calenda. “Stringendo l’alleanza con il M5S, il Pd rinuncia a combattere per le sue idee e i suoi valori. E questo non posso accettarlo”, scrive tra le altre cose l’eurodeputato che prevede: “Le elezioni arriveranno. Le avete solo spinte più in là di qualche metro. Quando sarete pronti a lottare ci troveremo di nuovo dalla stessa parte. Con amicizia”.

E nel Movimento 5Stelle sta scoppiando una mini rivolta adopo la scelta di Luigi Di Maio di indire una votazione sulla piattaforma Rousseau per decidere se dare o meno l’ok al governo col PD.  le accuse sono sull’affidabilità della piattaforma, problema che viene posto solo ora.

“Di Maio – dice s la deputata Flora Frate – ritiri il voto su Rousseau. Ieri, durante l’assemblea dei parlamentari, non abbiamo preso nessuna decisione in tal senso. Anzi, sono emersi molti pareri negativi. Vincolare il Conte bis all’esito di un voto su una piattaforma gestita da una società privata, senza alcuna garanzia di trasparenza, è scelta assurda. Al Quirinale il M5S deve presentarsi con una proposta seria e credibile”.

 

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