Patuelli all’assemblea ABI: Non rassegnamoci a un’economia che cresce troppo poco

“Il debito pubblico italiano, sempre crescente dalla fine degli anni Sessanta, è la principale palla al piede dello sviluppo e dell’occupazione e il suo continuo incremento è la principale causa dello spread che impoverisce gli italiani”, ha aggiunto. E’ questo il punto centrale della relazione all’Assemblea annuale dell’ letta dal suo Presidente, Antonio Patuelli.

“Non ci rassegniamo ad una economia italiana che cresce troppo poco, quando cresce, mentre aumenta sempre il debito pubblico, nè uno spread elevato che appesantisce i fattori produttivi” ha proseguito.

“E’ necessario un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail in, come ha affermato anche la Banca d’Italia. L’articolo 47 della Costituzione – ha proseguito Patuelli – tutela il risparmio: devono essere inattaccabili tutti i depositi che non debbono essere impropriamente scambiati per investimenti”.

All’assemblea che si è tenuta a Milano a Palazzo Mezzanotte e che ha celebrato i 100 anni di vita dell’associazione, sono stati presenti anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quello del Consiglio, Giuseppe Conte.

Subito dopo Patuelli è intervenuto il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco che ha letto la discesa dello spread al di sotto dei 200 punti base “con la decisione della Commissione europea di non raccomandare l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo”, ma “per consolidare questi risultati e ridurre ulteriormente il costo del debito pubblico l’orientamento prudente della politica di bilancio andrà confermato in un quadro di più lungo periodo”. 

“La situazione degli intermediari” diversi dalle Bce “resta caratterizzato da specifici fattori di debolezza” e il loro sistema “deve ricercare al suo interno le soluzioni per una messa in sicurezza e un rilancio” anche sfruttando “i vantaggi che una maggiore dimensione può apportare”, ha affermato Visco, aggiugendo: “Siamo consapevoli della complessità del consolidamento, ma vanno rapidamente avviati i lavori propedeutici per muovere in quella direzione”.

“Un anno fa ero qui a descrivere uno scenario significativamente diverso dall’attuale, e sono sfumati, di fronte alla realtà dei fatti e delle azioni, i dubbi immotivatamente diffusi sulle coerenze politiche del nuovo governo con il quadro delle regole europee”: ha detto nel suo intervento il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

“Tenendo conto del difficile contesto internazionale e i segnali di una forte inversione ciclica – ha sottolineato il ministro dell’Economia – riteniamo che l’andamento dell’economia italiana da inizio anno sia stato nel complesso soddisfacente. Il recente accordo con la Commissione Ue, – ha aggiunto Tria – ha consentito di evitare la procedura di disavanzo eccessivo. Senza tagliare alcuna spesa programmata con l’assestamento di bilancio del 2019 abbiamo rafforzato la credibilità nazionale e la fiducia nel Paese”, 

“Le riforme del settore bancario degli ultimi anni – ha sottolineato il responsabile di via XX Settembre – hanno contribuito al superamento della crisi finanziaria restituendo all’Italia un settore bancario più solido ed efficace”. 

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