La Grecia ritorna a destra

La Grecia cambi. Gli elettori archiviano la deludente parentesi della Sinistra di Syriza e premiano il realismo di Nuova democrazia, guidato da Kyriakos Mitsotakis. 

Nea Dimokratia si attesta al 39,6% dei voti e 158 seggi. Syriza prende il 31,5% (86 seggi). I socialisti di Kinal 8,3% (23); il Kke 5,3% (14); i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,7% (10); Diem 25 il 3,4% (9). I neonazisti di Alba Dorata non entrano in parlamento. 

“Oggi, i greci possono prendere il loro futuro nelle proprie mani. E’ il giorno migliore per il nostro Paese”, ha detto Mitsotakis parlando ai microfoni della televisione di Stato. Il leader 51enne di Nea Demokratia, il partito conservatore vincitore delle elezioni in Grecia, rappresenta la quarta generazione di una dinastia di politici ed è in qualche modo un ‘predestinato’. Suo padre, Konstantinos Mitsotakis, fu primo ministro all’inizio degli anni ’90; sua sorella Dora Bakoyannis, è stata la prima donna sindaco di Atene, quando la capitale ospitò le Olimpiadi nel 2004, e poi divenne ministro degli Esteri. Suo nipote Kostas Bakoyannis, il figlio di Dora, è il nuovo sindaco della capitale. Insieme alle famiglie socialista Papandreou e Karamanlis, i Mitsotakis hanno dominato la politica greca per anni. Studi ad Harvard e Stanford, un passato di consulente della McKinsey, lui stesso sedeva nell’ultimo governo conservatore, ministro per la riforma amministrativa, con il compito di licenziare migliaia di dipendenti pubblici per rispondere alle richieste della Troika (Fmi, Bce, Commissione Ue). Ma il governo fu spazzato via dalla sinistra di Syriza, nel gennaio 2015.

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