Cassazione conferma condanne per Geronzi e Arpe

La Cassazione ha confermato le condanne a 4 anni e 6 mesi di reclusione per l’ex banchiere Cesare Geronzi e a 3 anni e 6 mesi per Matteo Arpe nell’ambito del processo sul crack delle acque Ciappazzi, inserito nel filone dell’inchiesta Parmalat. Sono arrivate condanne anche per Roberto Monza e Antonio Muto (3 anni e 2 mesi ciascuno), per Riccardo Tristano (3 anni) e per Eugenio Favale (2 anni e 2 mesi).

Quanto alle pene accessorie, che erano state fissate in dieci anni di inabilitazione dall’esercizio di impresa e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici,  giudici della Cassazione hanno disposto un rinvio alla Corte d’Appello di Bologna, vista una recente sentenza secondo cui non possono esserci automatismi nella durata delle pene accessorie per il reato di bancarotta.

Infine, considerando le norme per l’indulto, per Arpe, presidente e fondatore del gruppo Sator, la condanna si tradurrà nell’affidamento per sei mesi a lavori socialmente utili e non avrà effetti sulle attività professionali.

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