Le imprese del Nord Est sono stufe della Lega di governo

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Monta la protesta degli imprenditori del contro il governo gialloverde. Sono soprattutto quelli veneti, bacino elettorale della , a lamentare le promesse non mantenute dei gialloverdi, soprattutto della componente verde-leghista.

Così in questi giorni stanno fermando gli impianti in segno di protesta anticipando lo sciopero deciso dalla loro associazione, Confindustria, che per la prima volta ha proclamato uno sciopero delle imprese. Una manifestazione simbolica che consisterà in un minuto di stop nelle aziende. ma che intende essere un segnale di malcontento verso il governo accusato di non avere una politica industriale, di non sostenere le imprese, della perenne polemica verso l’Unione europea che influisce sui mercati finanziari e alla fine, a pagare, sono anche le aziende.

ll primo a proporre la protesta è stato il presidente di Confindustria Venezia-Rovigo (quindi proprio l’area simbolo della Lega) Vincenzo Marinese: «Il Veneto comincia a soffrire», afferma. «Abbiamo due possibilità: affrontare il problema o rimanere inerti. Scegliamo la prima strada e il primo passo è un minuto di silenzio nelle nostre aziende per dire che non ne possiamo più».

E il presidente lancia una provocazione: «I 30 miliardi per pagare lo scatto dell’Iva li mettiamo noi. Diciamo al governo: ve li diamo noi i soldi per evitare che scattino le clausole di salvaguardia.Basta che poi le regiolo e le scriviamno insieme».

Ma la rabbia sta montando anche a Verona, a Treviso, a Vicenza la cui Confindustria è tra le prime in Italia.

Le imprese iniziano ad essere in difficoltà. C’è incertezza perchè mancano programmi. Non c’è più programmazione economica di medio e lungo periodo. E la guerra interna all’esecutivo fa il resto.

«Sono amareggiato e preoccupato dalla cultura anti-impresa di questo governo poiché sta danneggiando il tessuto economico e la coesione sociale. Non possiamo rimanere oltremodo passivi dinanzi alla china pericolosa chesta prendendo il Paese», osserva Massimo Finco, Presidente di Confindustria Padova e Treviso.

E il numero uno di Vicenza, Luciano Vescovi dice: «Ricevo dai colleghi quotidianamente fax, sms, mail, telefonate che dichiarano profonda preoccupazione per il sentimento anti-impresa del governo. Preoccupazione non solo di imprenditori ma dei nostri collaboratori. Non mi sorprenderei davvero  se fossimo costretti ad andare in piazza, ma non saremmo soli poiché sono persuaso avremmo accanto i nostri dipendenti».

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