G20 tra bassa crescita e tasse al web

Il vertice dei Grandi a Fukuoka guarda con preoccupazione all’immediato futuro. La crescita globale avanza, nel 2019 e nel 2020, a ritmo moderato ma rimane, tuttavia, bassa e, soprattutto, pesa l’acuirsi delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. I ministri delle Finanze e i Governatori delle banche centrali del G20 guardano alla ‘guerra’ dei dazi in corso tra i due giganti e si dicono pronti ad affrontare i rischi con le azioni necessarie. Va in questa direzione l’impegno, che al termine della due giorni di Fukuoka, il G20 ha messo nero su bianco nel comunicato finale.

“La crescita globale sembra stabilizzarsi ed è proiettata verso un incremento moderato quest’anno e nel 2020. La ripresa è supportata da continue accomodanti condizioni finanziarie, misure di stimolo che hanno i loro effetti in alcuni Paesi”. Ma la crescita è “bassa e rimangono rischi orientati verso il basso. Soprattutto, si sono intensificate le tensioni commerciali e geopolitiche”, si legge al primo punto dello statement di Fukuoka. “Continueremo – è l’impegno enunciato – ad affrontare questi rischi e ad essere pronti a intraprendere ulteriori azioni”.

Nonostante queste nubi che sovrastano l’economia globale, l’impegno del G20 rimane quello “di raggiungere una crescita forte, sostenibile, equilibrata e inclusiva e a salvaguardare i rischi di ribasso, intensificando il dialogo e le azioni per aumentare la fiducia”. E, sollecita, “la politica fiscale dovrebbe essere flessibile e favorevole alla crescita” assicurando che “il rapporto debito-Pil sia un sentiero sostenibile”. Inoltre, “la continua attuazione di riforme strutturale migliorerà il nostro potenziale di crescita”.

Avanti poi con la riforma della tassazione sui colossi del web. Il G20 si impegna a continuare la cooperazione per un “sistema fiscale internazionale globalmente equo, sostenibile e moderno”, affermano le economie del G20. “Accogliamo con favore i recenti risultati sulla trasparenza fiscale, compresi i progressi sullo scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali”, sottolineano.

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