Per Stefanel amministrazione controllata

Fallita la via del  concordato, per Stefanel si va verso l’amministrazione straordinaria. Strada inevitabile, dopo che il cda non è riuscito a trovare la quadra necessaria al salvataggio e alla messa in sicurezza attraverso operazioni tese a rafforzarne la struttura  patrimoniale e ristrutturare il debito.

»La società, dove il fondatore Giuseppe Stefanel ha il 16,4% e il fondo Trinity Investments il 71%, «prende atto della mancata definizione di un accordo con i propri azionisti, dell’attuale assenza di altri interlocutori interessati a supportare la società nella formalizzazione dell’ipotizzata proposta concordataria e dell’impercorribilità di ipotesi autonome di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione dell’indebitamento complessivo». Da qui la decisione di rinunciare alla procedura di concordato preventivo con riserva, avviata il 14 dicembre 2018, e dunque al deposito del piano e della proposta concordataria nel termine ultimo del 14 giugno. Stefanel aveva presentato nei giorni scorsi ai sindacati e al Mise le linee guida del progetto di ristrutturazione studiato dal management che prevedeva anche la chiusura di diversi punti vendita e l’utilizzo di ammortizzatori sociali.

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