Allarme Confesercenti sul salario minimo: stangata per le Pmi

Il salario minimo, uno dei cavalli di battaglia dei 5Stelle rischia di essere una stangata per le imprese, soprattutto per quelle piccole e medie. E così Confesercenti lancia l’allarme che fa seguito a quelli lanciati già da sindacati e Confindustria.

Secondo le stime di Confesercenti, il progetto pentastellato ha un impatto che va ben oltre i 2,9 milioni di lavoratori che oggi in Italia secondo l’Istat, percepiscono meno di 9 euro lordi all’ora.

«Il disegno di legge Catalfo, che pone come criterio economico il “paracadute” del salario minimo – spiegano al Centro studi di Confesercenti – si traduce infatti in un incremento molto forte rispetto ai minimi tabellari previsti dai contratti nazionali: 1,5 euro in più per ora/lavoro rispetto al nostro, contratto Terziario, Distribuzione e Servizi (TDS) e 1,8 euro/ora nel caso del contratto nazionale del settore Turismo».

In soldoni si tratta di una batosta per le imprese di oltre 15 miliardi di euro, tasse escluse.

Secondo Confesercenti l’effetto dei 9 euro per tutti avrebbe un impatto molto pesante sui bilanci delle imprese. Considerando

infatti uno scarto medio di 1 euro sul minimo tabellare, l’incremento del costo orario per dipendente compresi i contributi (33%) sarebbe di 1,3 euro. Per ogni dipendente a tempo pieno, che in media lavora all’incirca 1.700 ore l’anno, la spesa annua arriverebbe a 2.200 euro l’anno.

In realtà, visto che non tutti i dipendenti sono a tempo pieno e a tempo indeterminato, calcolando tutte le tipologie di rapporto l’incremento medio per Confesercenti scenderebbe a circa 1.000 euro l’anno.

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