Dal governo il Def che certifica la crisi

Meno crescita, più debito, e solo qualche riferimento alla Flat tax. Il governo vara il Def, il Documento di economia e finanza che fotografa lo stato di crisi della nostra economia.
Il ministro dell’Economia ha imposto la linea della prudenza sulle stime della crescita: 0,2% quest’anno e 0,6% l’anno prossimo. Con un rapporto deficit- Pil che, a fine anno, salirà al 2,4% proprio per effetto della bassa crescita. Ma non cede sull’Iva: per ora gli aumenti restano confermati “in attesa di definire misure alternative”. Brutte notizie, invece, sul fronte debito-Pil: lieviterà fino a quota 132,7% quest’anno per poi calare di un punto nel 2020. Si allontana, inoltre, anche il traguardo del pareggio di bilancio che slitta al 2023.
Il leader delle Cinquestelle, Luigi Di Maio, incassa un capitolo ad hoc sugli sgravi per le famiglie. Il numero uno del Carroccio, Matteo Salvini, un riferimento alla ‘flat tax’. Sia pure accompagnato, come hanno chiesto i pentastellati, da un esplicito richiamo al ‘ceto medio’ e senza l’indicazione delle due aliquote del 15 e del 20%.

Vantaggi in arrivo per le imprese: potranno contare su una mini-Ires sugli utili non redistribuiti e sull’estensione a loro favore della sanatoria fiscale concepita per le persone fisiche nella legge di bilancio 2019. Scatterà subito, invece, la “clausola di salvaguardia” che congela due miliardi di spese dei ministeri. Confermato il turn over al 100% per la pubblica amministrazione, come chiesto dalla ministra Bongiorno.

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