Luxottica e Essilor ai ferri corti

Prime liti nel matrimonio d’interesse tra la Luxottica di Leonardo del Vecchio e la public company francese Essilor. Del Vecchio è pronto alle vie legali contro i soci d’Oltralpe vedendosi negare i suoi diritti di controllo paritetico. “Delfin ha identificato alcuni comportamenti di alcuni rappresentanti di Essilor che meriterebbero l’adozione immediata di misure appropriate da parte del Consiglio, poiché contrari al dovere di leale cooperazione e buona fede richiesto dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, essenziale per il corretto funzionamento della governance della società”. 

Il motivo della aperta spaccatura è legato infatti alla governance. In pratica, il board di EssilorLuxottica avrebbe dovuto avviare il percorso di mercato per la ricerca del nuovo CEO del gruppo. Delfin (la finanziaria attraverso cui Leonardo Del Vecchio controlla il 32,5% del colosso dell’occhialeria) prende atto che, a seguito della seduta del 18 marzo 2019, non è stata comunicata alcuna azione da parte del CdA di EssilorLuxottica in relazione alle questioni di governance. 

Per Delfin, tali comportamenti costituiscono una “palese violazione” dell’Accordo di Combinazione e delle regole di governance di EssilorLuxottica. 

Del Vecchio dunque risponde al fuoco francese e spiega che non solo la componente italiana non ha intenzione di prendere il controllo della società, ma al contrario si vede privare del diritto di esercitare i suoi poteri di controllo paritetico. 

Il Presidente del Gruppo, con le stesse deleghe di Hubert Sagnières (vice presidente di EssilorLuxottica) ricorda di avere “investito in EssilorLuxottica il risultato di un’intera vita lavorativa” e di restare “convinto dell’enorme valore industriale del progetto di integrazione, tanto da aver accettato una limitazione al 31% dei suoi diritti di voto e, per un periodo iniziale che termina nella primavera del 2021, anche pari poteri e pari rappresentanza nel CdA per Delfin e Essilor”.

Tale periodo iniziale – si legge nella nota di Delfin – ha il principale scopo di “favorire un graduale processo di integrazione delle culture, dei valori e delle due organizzazioni aziendali; al termine di questo periodo, le dinamiche di EssilorLuxottica saranno regolate dai normali meccanismi di governance di una società quotata”. Del Vecchio respinge le accuse di una “prise de controle” da parte di Delfin, “rampante” o de facto, è fuori discussione. In realtà, in questa fase “i rappresentanti di Essilor hanno deliberatamente impedito a Delfin anche di rivendicare la sua quota paritaria di autorità aziendale, violando il principio degli “uguali poteri”. 

Per questa ragione Delfin “si riserva di intraprendere tutte le azioni che riterrà necessarie o appropriate per proteggere il suo interesse, quello di EssilorLuxottica e di tutti i suoi stakeholder”.

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