Pronto un decreto per il rilancio dell’Economia

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il ministro Giovanni Tria.

Nelle segrete stanze del ministero del Tesoro si sta lavorando a un provvedimento per il rilancio dell’Ec0nomia. Dovrebbe arrivare sul tavolo del governo mercoledì prossimo, vuole appunto dare una spinta all’economia, rilanciare l’asfittica crescita fino ad oggi prospettata da tutte le agenzie internazionali. Non è chiaro se di tratterà di un decreto legge o altro. Quello che è certo e che i tecnici di Tria lo stanno limando in queste ore. Lo scopo è varare misure in grado di ridare slancio al Pil.
I dettagli non sono noti:. Ma alcune indiscrezioni permettono di avanzare alcune previsioni. I contenuti del provvedimento sul tavolo del ministro dell’Economia si ispirano a richieste formulate in questi mesi dalle associazioni d’impresa. Una novità sicura riguarda il fondo centrale di garanzia, strumento che permette alle piccole e medie imprese di accedere ai finanziamenti attraverso la concessione di una garanzia pubblica. Per allargare l’accesso, l’idea è rialzare l’attuale importo massimo garantito dagli attuali 2,5 a 3,5-4 milioni. Proprio perché si tratta di garanzie, la misura avrebbe costi gestibili. Un’altra parte del provvedimento punta a correggere in corsa un capitolo dell’ultima legge di Bilancio, quella che ha introdotto la mini-Ires e cancellando altre agevolazioni precedenti (tra cui l’Ace, aiuto alla crescita economia e il super-ammortamento). In particolare la mini-Ires consiste nella possibilità di applicare un’aliquota agevolata del 15 per cento al posto di quella ordinaria del 24, a condizione che la società interessata faccia investimenti in beni strumentali e aumenti il livello di occupazione. Obiettivi chiari sulla carta ma che si sono rivelati decisamente complessi nell’applicazione pratica, per la difficoltà di fare tutti i relativi calcoli. Ci saranno dunque dei correttivi, e non è escluso un ripescaggio del super-ammortamento, che nella versione attuale può essere applicato al massimo fino al 30 giugno, purché l’investimento risulti già avviato al 31 dicembre 2018.

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