Città mia, oh cara!

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Bolzano, la città più cara

Si potrebbe dire primato per la “cara” Emilia-Romagna, che si attesta come seconda regione d’Italia più cara (primato al Trentino Alto Adige) e che nella classifica delle città ne ha ben quattro nella top ten – Reggio Emilia al secondo posto, Modena quarta, Bologna ottava e Ravenna decima.
Nello specifico l’Istat ha reso noti i dati dell’inflazione di gennaio delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150mila abitanti, in base ai quali l’Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150mila abitanti più care in termini di rincari si conferma Bolzano che, con un’inflazione a +1,7%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente per una famiglia tipo a 565 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia, dove il rialzo dei prezzi dell’1,7%, determina un aumento del costo della vita per la famiglia media pari a 477 euro; terza Verona, dove l’inflazione dell’1,4% comporta un aggravio annuo di spesa di 369 euro. Modena si trova al quarto posto un rincaro annuo per famiglia tipo di 365 euro e l’inflazione all’1,3%; Bologna è ottava (rincaro annuo 310 euro, inflazione 1,1%) e Ravenna chiude la top ten col rincaro di 281 euro e l’inflazione dell’1%.
Al contrario, le tre citta’ più convenienti, in termini di minori rincari, sono Potenza – che con l’inflazione più bassa, +0,2%, registra per una famiglia tipo una spesa supplementare di appena 42 euro; al penultimo posto Firenze, dove la seconda inflazione più bassa (+0,4%) genera un esborso aggiuntivo di soli 108 euro e Ancona, +0,5%, con un aumento del costo della vita pari a 109 euro. Al contempo secondo l’associazione dei consumatori la Basilicata si piazza al 19esimo posto nella classifica delle regioni più care, con un rincaro annuo per famiglia tipo di 81 euro e l’inflazione allo 0,4%; la Toscana è dodicesima (rincaro annuo per famiglia tipo 182 euro e inflazione dello 0,7%); le Marche 14esime: rincaro annuo per famiglia tipo 167 euro, inflazione 0,8%.

In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, il Trentino Alto Adige registra per una famiglia tipo una batosta pari a 368 euro su base annua. Segue l’Emilia-Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,2% implica un’impennata del costo della vita pari a 326 euro; terza la Liguria dove, pur avendo l’inflazione all’1,3% come in Trentino, si ha un salasso annuo di 288 euro. La Basilicata – aggiungono dall’Unione nazionale consumatori – si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dello 0,4% che si traduce in un rincaro di 81 euro, penultima la Sardegna, +0,5%, pari a 94 euro. Scorrendo la classifica dell’associazione dei consumatori nella top ten delle regioni troviamo al quinto posto il Friuli-Venezia Giulia con un rincaro annuo per la famiglia tipo di 239 euro e un’inflazione dell’1%, poi al settimo posto il Veneto (rincaro annuo per la famiglia tipo di 229 euro e inflazione dello 0,9%), e all’ottavo posto la Lombardia con una rincaro annuo per famiglia tipo di 228 euro e inflazione 0,8%.

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