Stop alle grandi opere

Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Il governo del disaccordo trova l’accordo sul non fare niente. Soprattutto sul non fare quelle grandi opere pubbliche che potrebbero essere un volano per la ripresa economica. M5S-Lega sembrano hanno messo a punto il  testo della mozione relativa alla Tav che dovrebbe essere votato oggi, e che impegna l’esecutivo a “ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”, come scritto nel contratto di governo. E si riabilita l’analisi costi benefici che, secondo la Corte dei conti europea, “è per definizione lo strumento analitico utilizzato per valutare una decisione di investimento confrontando i relativi costi previsti e benefici attesi”. Insomma non c’è uno stop ma si prende tempo, noncuranti dell’ultimatum di Bruxelles.

Nella mozione vengono ripercorse le tappe fondamentali che hanno contraddistinto il percorso della Tav, compresi gli ultimi mesi con il governo gialloverde a Palazzo Chigi. “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato mandato alla ricostituita Struttura tecnica di missione (Stm) di predisporre una nuova valutazione dell’adeguamento dell’asse ferroviario Torino-Lione mediante l’uso dell’analisi costi benefici; scopo dell’analisi costi benefici è consentire una allocazione delle risorse più efficiente per supportare il procedimento decisione, con cognizione di causa, se attuare o meno una proposta di investimento o se optare per eventuali alternative”, si legge nel documento. “Al contempo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’omologa francese Elisabeth Borne hanno firmato congiuntamente una lettera al soggetto attuatore Telt per posticipare i bandi di gara relativi al tunnel di base”, è scritto sempre nel testo della mozione sottoscritta da D’Uva e Molinari.
Per il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino “Alla luce delle dichiarazioni di ieri (martedì, ndr) del rappresentante della Ue che chiedeva di fare in fretta nell’avvio dei bandi, questo vuol dire una sola cosa: se la maggioranza approverà questa mozione, sarà come mettere una pietra tombale sulla Torino-Lione. Se dovesse avvenire, interpellerò subito il Consiglio regionale perché attivi la procedura della consultazione popolare, in modo che i piemontesi possano dire forte e chiaro cosa pensano della Tav e del loro futuro”, conclude. “Le opposizioni gridano al lupo al lupo, ma in realtà la posizione della Lega resta sempre la stessa: richiamiamo il contratto di governo che ci impegna a valutare come realizzare quest’opera nel rispetto degli accordi internazionali”, dichiara Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega.

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