Truffa dei diamanti: Procura indaga società e banche

Svolta nelle indagini della truffa dei diamanti. Su ordine della procura di Milano il nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguitoi sequestro preventivo per un valore di oltre 700 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su una presunta truffa sulla vendita di diamanti a investitori e risparmiatori. Indagine coordinata dall’aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco, nella quale risultano indagate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti anche 5 banche: Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti.
In sostanza molti clienti di questi istituti sarebbero stati ingannati nella proposta di acquisto di diamanti il cui valore era gonfiato ad arte rispetto al loro valore reale, con false quotazioni pubblicizzate sui giornali e con l’intermediazione anche di istituti di credito
Tra i clienti che hanno investito in diamanti e che sarebbero stati truffati, come risulta dall’inchiesta della Procura di Milano ci sarebbero anche la rockstar Vasco Rossi e l’industriale Diana Bracco. Da quanto si è saputo, il cantante avrebbe investito 2,5 milioni di euro. Fra gli indagati, invece, figura anche il direttore generale di Banco Bpm, Maurizio Faroni. A Faroni vengono contestate le accuse di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza. Nell’indagine, inoltre, sono indagati anche altri dirigenti di Banco Bpm, oltre a responsabili delle due società IDB e DPI che vendevano i preziosi agli investitori.
Secondo l’accusa, le due società Idb (era amministrata da Claudio Giacobazzi che, da indagato, nel maggio 2018 si suicidò) e Dpi avrebbero fatto acquistare, senza nemmeno le necessarie informazioni, diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando anche del doppio il valore rispetto a quello di mercato.
Per gli inquirenti, gli istituti di credito non solo sarebbero stati consapevoli del meccanismo truffaldino, ma avrebbero avuto anche «un ruolo fondamentale» di intermediazione tra le società e i clienti e di «collocamento» delle pietre preziose vendute. In particolare, il sequestro per l’ipotesi di truffa è di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l’ipotesi di autoriciclaggio, invece, il sequestro è da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI. Nell’inchiesta, infine, sono indagati anche altri dirigenti di Banco Bpm, oltre a responsabili delle due società IDB e DPI.

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