Calabresi lascia Repubblica

Il direttore Mario Calabresi durante la presentazione di "Origami", il nuovo settimanale de "La Stampa", all'Istituto Centrale per la Grafica a Palazzo Poli, Roma, 17 novembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Cambio di direzione a La Repubblica. Dopo tre anni, Mario Calabresi lascia la guida del quotidiano del gruppo Gedi. Al suo posto, gli editori hanno scelto Carlo Verdelli, già direttore de La Gazzetta dello Sport e vicedirettore del Corriere della Sera. Fino all’inizio del 2017, Verdelli è stato direttore editoriale della Rai, per poi dimettersi dopo la bocciatura da parte del consiglio d’amministrazione del suo Piano di riforma per l’informazione. “Dopo tre anni finisce la mia direzione di Repubblica. Lo hanno deciso gli editori. Ho l’orgoglio di lasciare un giornale che ha ritrovato un’identità e ha un’idea chiara del mondo. I lettori lo hanno capito, la discesa delle copie si è dimezzata: era al 14 ora è sotto il 7″, scrive su Twitter Calabresi, che aveva assunto la direzione del giornale nel novembre 2015 prendendo il posto di Ezio Mauro. “Grazie a chi ci ha sostenuto nella battaglia per una stampa libera e non ipnotizzata dalla propaganda dei nuovi potenti – aggiunge – Abbiamo innovato tanto sulla carta e sul digitale e i conti sono in ordine. Grazie a tutti i colleghi a cui auguro di non perdere mai passione e curiosità”.

Milanese, classe 1957, Verdelli è stato il vice di Paolo Mieli (che lo aveva voluto alla direzione di Sette) e di Ferruccio De Bortolial Corriere della Sera. Nei primi anni Duemila aveva lasciato il gruppo Rcs in concomitanza con la nomina di Stefano Folli ed era passato alla direzione di Vanity Fair per poi tornare in Rcs alla guida de La Gazzetta dello Sport dal 2006 al 2010. Negli stessi giorni della nomina di Calabresi a La Repubblica, Verdelli era approdato in Rai di Campo Dall’Orto per elaborare un Piano di riforma dell’informazione, naufragato due anni più tardi con la bocciatura del Cda: non erano piaciuti, in particolare, l’accorpamento di RaiNews e TgR e lo spostamento della redazione del Tg2 a Milano.

Calabresi, quindi, lascia dopo poco più di tre anni la direzione del quotidiano romano, iniziata con un’intervista ad Al-Sisi nella quale il presidente egiziano prometteva verità nel caso di Giulio Regeni. Nel gennaio dello scorso anno si era consumato uno scontro a distanza con l’ex editore Carlo De Benedetti che, commentando il momento del quotidiano, aveva detto: “Un consiglio a Repubblica: Don Abbondio diceva che chi non ha il coraggio non se lo può dare”. Un riferimento non tanto velato proprio alle scelte editoriali di Calabresi, che in quei giorni era stato affiancato come condirettore da Tommaso Cerno, poi eletto senatore del Pd alle politiche del 4 marzo.

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