Huawei: la Cina passa al contrattacco

Dura reazione di Pechino all’incriminazione negli Stati Uniti di Meng Wanzhou, responsabile finanziaria di Huawei. Il ministero degli Esteri cinese ha esortato Washington a mettere fine alla «irragionevole repressione delle nostre società». Come denunciato dal direttore dell’Fbi Chistopher Wray, le attività di Huawei rappresentano «una minaccia alla sicurezza nazionale» degli Stati Uniti. Huawei, ha detto Wray «si affida a pratiche finanziarie disoneste che contraddicono i principi economici che hanno permesso alle società americane ed agli Stati Uniti di prosperare».
Il caso è esploso con l’arresto in Canada, mandato Usa, del direttore dell’ufficio finanziario della compagnia, Meng Wanzhou, figlia del fondatore dell’azienda (nella foto). La Skycom Tech Co Ltd è ufficialmente un fornitore di componenti elettroniche con sede a Teheran, la Canicula Holdings è la finanziaria che la controlla, con sede a Mauritius. I documenti però mostrano che i legami con la Huawei sono molto più stretti.
In un comunicato, il portavoce del ministero, Geng Shuang, ha accusato Washington di usare «il suo potere di Stato per calunniare e reprimere specifiche società cinesi in un tentativo di mettere fine alle loro operazioni normali». «Chiediamo con forza agli Stati Uniti – prosegue la nota – di fermare questa irragionevole repressione delle società cinesi, compresa Huawei e di ritirare immediatamente il mandato di arresto nei confronti di Meng, astenendosi dal presentare una formale richiesta di estradizione per evitare di percorrere ulteriormente un cammino sbagliato».

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