Dopo Bankitalia ci schifa anche il Fondo Monetario

Lagardegfrande

Christine Lagarde

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Dopo la Banca d’  anche il Fondo monetario internazionale rivede al ribasso le previsioni sulla crescita economica attesa per l’ nel 2019. L’aggiornamento del World Economic Outlook,  diffuso a Davos, stima per il nostro Paese un Pil in crescita dello 0,6%, con un taglio di 0,4 punti rispetto al dato comunicato lo scorso ottobre. Confermata invece per il 2020 una crescita dello 0,9%.
Alla base della revisione al ribasso, spiega il Fondo, la domanda interna più debole – “per via delle preoccupazioni sui titoli pubblici e sui rischi finanziari” – e l’aumento dei costi di finanziamento, con un livello di rendimenti di titoli di Stato che resta “elevato” anche se “è sceso dal picco toccato a metà ottobre dopo l’accordo sul bilancio raggiunto con la Commissione europea. Ma soprattutto Il Fondo indica proprio l’Italia tra i maggiori responsabili della flessione dell’economia europea. Accuse alle quali replica stizzito il vicepremier Matteo Salvini:  “Italia minaccia e rischio per l’economia globale? Piuttosto è il che è una minaccia per l’economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri”.
Alle previsioni del Fmi, “il mio commento è che il quarto rischio sono le politiche consigliate dal Fondo Monetario” Internazionale dice il ministro dell’Economia Giovanni , in conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo a Bruxelles.

Il Fondo Monetario Internazionale conferma per il 2018 una crescita mondiale del 3,7% ma taglia le stime per l’anno in corso a +3,5% per via anche degli “effetti negativi dell’aumento dei dazi” deciso da Usa e Cina. Nell’aggiornamento del World Economic Outlook il Fondo evidenzia fra i motivi del rallentamento – già emerso nell’ultimo trimestre 2018 – anche il peso della situazione in Italia, l’andamento del settore automobilistico in Germania e una contrazione dell’attività economica in Turchia più forte del previsto. E, guardando all’orizzonte di breve termine, per l’Fmi “i rischi alla crescita globale sono orientati al ribasso”, con “l’escalation delle tensioni commerciali che resta una fonte primaria” di problemi. Fra le minacce anche una Brexit senza accordo e un rallentamento della Cina più forte del previsto.
“Dopo due anni di solida espansione, l’economia mondiale sta crescendo più lentamente del previsto e i rischi aumentano” afferma il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde a Davos. “Significa che la recessione globale è dietro l’angolo? No. Ma il rischio di un declino più netto nella crescita globale è certamente aumentato” commenta Lagarde.

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