Oro e gioielli: mercato stabile in attesa di Vicenzaoro

Da domani 18 gennaio Vicenza ridiventa la capitale mondiale dell’oreficeria e della gioielleria. Apre infatti i battenti alla Fiera di Vicenza VICENZAORO January 2019, organizzato da IEG – Italian Exhibition Group. Si tratta anche di un’occasione per fare il punto sullo stato del settore in Italia e nel mondo.
Risulta stabile il consumo orafo – gioielliero nel nostro paese. Secondo le stime per le festività natalizie, il 12,7% degli italiani ha acquistato preziosi, bijoux o orologi: una percentuale in linea con quella del 2017 (12,3%).
Il dato – dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio – è certamente positivo all’interno del contesto di mercato per i consumi in generale, soprattutto se considerato unitamente al fatto che gli italiani per il 75,6% hanno dichiarato di voler mantenere il budget di spesa per i preziosi e il 17,2% ha dichiarato di averlo aumentato.
Anche la composizione della distribuzione sui canali di acquisto resta stabile, con una leggera crescita delle gioiellerie tradizionali rispetto ai centri commerciali a fronte del costante incremento degli acquisti on line – sia su mall come Amazon che sulle e-boutique dei brand.
Per quanto riguarda le esportazioni, in generale quello orafo-gioielliero si conferma un settore strategico per l’industria manifatturiera del Made in Italy con un saldo commerciale in avanzo per 3,17 miliardi di euro nei primi 3 trimestri del 2018.
I dati elaborati da Confindustria Moda – Federorafi, infatti, attestano che nei primi tre trimestri dell’anno appena concluso il valore complessivo dell’export supera i 4,7 miliardi di euro mentre quello dell’import oltrepassa il miliardo e mezzo (metalli preziosi e gemme esclusi).
In particolare è positivo il segno in alcuni mercati come UK, Sudafrica, Canada, Giappone e Russia aprendo anche opportunità a ulteriori crescite. La Svizzera (hub di riesportazione) rimane il primo importatore del Made in Italy seppure con una leggera decrescita (-1,4%) mentre, a causa del lento “assorbimento” dell’introduzione di VAT e dazi doganali che hanno creato un temporaneo rallentamento delle importazioni, risultano ancora in calo gli Emirati Arabi. Pesano sull’area inoltre le dinamiche geo-politiche che impattano direttamente – sia in positivo sia in negativo – sui flussi commerciali. Di segno positivo, invece, la Gran Bretagna dove l’acquisto di prodotto italiano sale del 18,2%. Riprende nel 3 trimestre la crescita degli ordini di prodotto Made in Italy in USA con un incremento pari a + 12,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

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