La riforma delle pensioni, con l’introduzione di quota 100, partirà dal 1° aprile per i dipendenti privati e dal 1° luglio per gli statali. E’ quanto si legge, in una bozza del decreto legge che giovedì dovrebbe essere varato dal Cdm. Inoltre, la bozza del dl prevede anche che l’Ape sociale sia estesa al 2019. I lavoratori che decideranno di andare in pensione utilizzando quota 100 dovranno però aspettare per riscuotere il trattamento di fine rapporto, fino “al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione” con le vecchie regole, si legge nella bozza del decreto.

E ancora: le donne potranno continuare a utilizzare il sistema pensionistico ad hoc, che consente di andare in pensione con 35 anni di contributi. Nella bozza che riforma il sistema previdenziale è infatti previsto che “il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo” già previste venga riconosciuto anche “nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960 e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959”. Nella bozza, per quanto riguarda invece il reddito di cittadinanza e il reddito di inclusione, risulta pari a 5 miliardi 974 milioni di euro la somma stanziata per il 2019. Secondo quanto previsto nel documento che disciplina la misura, è in diminuzione rispetto ai 6,1 miliardi previsti in una stesura precedente. La somma indicata per il 2020 scende inoltre da 7,75 miliardi a 7 miliardi 751 milioni; per il 2021 si passa da 8 miliardi a 7 miliardi 818 milioni; infine per il 2022 da 7,84 miliardi a 7 miliardi 663 milioni.