Il gigante cinese delle telecomunicazioni, Huawei, ha assicurato in una lettera aperta che non cambierà le proprie partnership a livello globale, nonostante l’approccio “irragionevole” del governo degli Stati Uniti. La lettera, citata dal quotidiano China Daily, giunge poche ore dopo l’arresto in Canada della numero due del gruppo, la direttrice finanziaria, Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso di Shenzhen, Ren Zhengfei, che rischia l’estradizione negli Usa per l’accusa di violazione delle sanzioni nei confronti dell’Iran.
“E’ irragionevole per il governo degli Stati Uniti utilizzare questo tipo di approcci per esercitare pressioni su entità d’affari. Sono contrari allo spirito della libera economia e della competizione equa. Cio’ nonostante, a dispetto di quanto irragionevole il loro approccio diventi, le partnership che abbiamo con i nostri fornitori globali rimarranno inalterate”, scrive, nella tarda serata di ieri, Huawei, che dichiara di cooperare con piu’ di 13 mila aziende nel mondo “sulla base del beneficio reciproco, della fiducia e del sostegno”. ( Meng Wanzhou, 46 anni, vicepresidente e capo finanziario del colosso delle telecomunicazioni cinesi Huawei, nonché figlia del suo fondatore Ren Zhengfei, è stata arrestata nell’ambito di una indagine Usa su un presunto uso del sistema bancario mondiale per eludere le sanzioni americane all’Iran, in particolare tramite HSBC Holdings Plc. Lo scrivono alcuni media Usa, precisando che Hsbc non sarebbe però sotto inchiesta. Huawei era nel mirino della giustizia americana almeno dal 2016.
Intanto il colosso cinese delle tlc ha nominato il presidente, Liang Hua come responsabile finanziario (Cfo) ad interim.