confcommercio sangalliCarlo Sangalli, 81enne presidente di Confcommercio, è nell’occhio del ciclone. Un’assistente lo accusa di pesanti e prolungate molestie sessuali. E per questo sarebbe stat pagata dallo stesso Sangalli che le avrebbe versato una consistente somma di denaro forse prelevata dai fondi all’organizzazione dei commercianti.
Una vicenda che l’organizzazione tenta di spiegare cercando di abbassare i toni.
“Una precisa regia, che contestava comportamenti scorretti tra i più infamanti” e “contro cui non vi sarebbe stata alcuna possibilità di difesa. In questa situazione il Presidente, pur non avendo alcuna colpa, ha ritenuto di cedere alle richieste e pagare”. Così la Confcommercio in una nota sulla vicenda che vedrebbe coinvolto il presidente Carlo Sangalli, 81 anni, ed una sua ex segretaria. Tutto sarebbe partito da una richiesta di dimissioni presentata da tre dei sette vicepresidenti di categoria dopo aver appreso , che Sangalli avrebbe pagato la donna che lo accusava di molestie.
La richiesta risale allo scorso 7 giugno ed è firmata da  tre dei sette vicepresidenti di categoria, Maria Luisa Coppa, Renato Borghi e Paolo Uggè. Questi hanno chiesto al presidente Sangalli le immediate dimissioni per “ragioni etico-morali” e per “incompatibilità” con la carica. I tre avrebbero saputo nei mesi precedenti che Sangalli a gennaio 2018 aveva firmato un atto di donazione di 216mila euro a favore di una sua ex segretaria. Soldi che sarebbero legati alle presunte molestie sessuali risalenti al 2011/2012 per le quali né la vittima né lui avrebbero mai sporto denuncia.
Durante il Consiglio direttivo, si legge nella nota di Confcommercio, “il presidente Carlo Sangalli relazionerà sui recenti fatti di cronaca. A questo proposito si conferma che il Presidente, abbandonando la sua usuale vocazione al dialogo, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica ritenendosi parte offesa per gravissime condotte di estorsione e diffamazione. Proseguirà a querelare con fermezza chiunque costruisca, diffonda o alimenti notizie false e diffamatorie. Dunque, accuse infamanti o illazioni, anche e soprattutto se provenienti da soggetti con una storia ben diversa da quella del Presidente, saranno oggetto di querela immediata”.