Mark Zuckerberg, numert uno di Facebook

I fondi di investimento non sono contenti di come stanno andando le cose e vogliono la testa di Mark. Non è un momento felice per il fondatore di Facebook. Scott Stringer, del fondo pensione della città di New York che detiene una quota da un miliardo di dollari della società del network che per primo lo scorso aprila evava attaccato Zuckerberg sull’onda dello scandalo Cambridge Analytica, in cui i dati di 87 milioni di iscritti al social network erano stati ceduti, ora torna all’attacco.  E questa volta non è da solo. Lo seguono, infatti, i fondi pensione di Illinois, Rhode Island e Pennsylvania e l’hedge fund Trillium Asset Management. Tutti insieme hanno proposto di sostituire alla presidenza il fondatore con un indipendente visto che Facebook ha dimostrato di non saper gestire sotto la sua guida una serie di scandali ad alto impatto. La proposta sarà votata in occasione della riunione annuale degli azionisti della società a maggio del prossimo anno.
Facebook per ora non commenta.
Ma pesano gli scandali che si susseguono sempre più. L’ultimo è di poche settimane fa e ha riguardato la sicurezza di 30 milioni di utenti. Un attacco hacker che ha addensato ulteriori e pesanti dubbi  sulla sicurezza del social network più famoso e frequentato del mondo.