Il ministro Luigi Di Maio

Ha scelto le ore piccole per lanciare la sua bomba. Luigi Di Maio si è presentato a “Porta a porta” e ha tuonato: “Non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato che riguarda la pace fiscale. Depositeremo una denuncia alla procura della Repubblica”. E la bomba è scoppiata col Colle che comunica ufficialmente di non aver ancora ricevuto nulla, (In riferimento a numerose richieste da parte degli organi di stampa, l’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica precisa che il testo del decreto legge in materia fiscale per la firma del Presidente della Repubblica non è ancora pervenuto al Quirinale) la Lega che dice di non saper nulla “Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati, stiamo lavorando giorno e notte sulla riduzione delle tasse, sulla legge Fornero e sulla chiusura delle liti tra cittadini ed Equitalia”.e il premier Conte che da Bruxelles  avverte di aver fermato tutto per rivedere il testo.
Ma cosa è successo? Perchè questa uscita improvvisa del vicepremier penta stellato?
A una parte del Movimento 5Stelle non piace “lo scudo fiscale per i capitali all’estero” che nel testo non appare tale in realtà perché permette di sanare due specifiche imposte su proprietà e attività fiscali all’estero già dichiarate anche se in maniera non completa. Ma a non andare bene a Di Maio, “c’è anche la non punibilita’ per chi evade. Noi non scudiamo capitali di corrotti e di mafiosi. E non era questo il testo uscito dal Cdm”, ha aggiunto il vicepremier. “Io questo testo non lo firmo e non andrà al Parlamento”. ha aggiunto “Questo è un condono scudo fiscale come quello che faceva Renzi io questo non lo faccio votare”.
Un vero e proprio retromarcia del vicepremier probabilmente dopo essersi accorto che tale manovra alla propria base elettorale, manettara e giustizialista, potrebbe far storcere il naso. Comunque una clamorosa pessima figura che certamente inasprirà ancor più i già aspri rapporti tra i due partiti di maggioranza.