Maurizio Landini

Potrebbe essere Maurizio Landini, il duro segretario dei metalmeccanici della FIOM, il nuovo numero uno della CGIL. L’attuale segretario del maggior sindacato italiano, Susanna Camusso, cesserà il suo mandato il 3 novembre prossimo. E proprio lei ha avanzato la proposta di candidatura di Maurizio Landini a prossimo leader del sindacato di Corso Italia. Una scelta che di fatto ha diviso la segretaria. A quanto si apprende sarebbe stato lo stesso Vincenzo Colla, segretario confederale e candidato alternativo attualmente ancora in corsa, sostenuto da alcune categorie forti, come pensionati, edili, chimici, tessili e trasporti, a parlare infatti di ‘rottura politica della segreteria’.
Inoltre alcuni segretari confederali che ne avevano appoggiato la corsa avrebbero contestato il metodo adottato da Camusso, che avrebbe dovuto invece indicare solo i criteri e le caratteristiche del suo successore per lasciare poi all’assemblea generale, che sarà nominata dal prossimo congresso, il compito di eleggere il nuovo segretario generale. Il direttivo Cgil sarà convocato nei prossimi giorni.

Maurizio Landini nasce – quarto di cinque figli – il 7 agosto del 1961 a Castelnovo ne’ Monti, in Emilia-Romagna, figlio di una casalinga e di un cantoniere, ex partigiano. Cresciuto a San Polo d’Enza, abbandona la scuola dopo avere frequentato per due anni l’istituto per geometri e a quindici anni inizia a lavorare (per aumentare le entrate in famiglia) come apprendista saldatore in una cooperative di Reggio Emilia nel settore metalmeccanico, la Ceti, che produce impianti di riscaldamento ed elettrici.
Iscrittosi al Partito Comunista Italiano, tra il 1984 e il 1985 (gli anni dello scontro sulla scala mobile) viene convinto da un ex operaio di Pomigliano d’Arco, Francesco Trogu, a passare da delegato sindacale a funzionario della Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) di Reggio Emilia; in seguito, assume la carica di segretario generale. Il 1° giugno del 2010 diventa segretario nazionale della Fiom.