Alta tensione oggi sui mercati, dopo la bocciatura da parte dell’Ue del Def venerdì scorso. Lo spread Btp-bund decennale rallenta a 304, a fine mattinata, dopo un massimo a 310. Venerdì in chiusura lo spread era a 279.
La corsa del rendimento dei buoni italiani è arrivata fino al 3,60% (3,56% alle 13,00), un livello che non veniva toccato dal febbraio 2014, ben prima che la Banca centrale europea lanciasse il programma di acquisto dei titoli di Stato che ha fatto crollare ovunque i rendimenti nell’Eurozona.

Debole anche l’euro che scambia a 1,147 sul dollaro.
Pressione anche sui titoli di Stato sulla parte a breve della curva dei rendimenti: lo spread sul Btp a cinque anni è volato a 300 punti base, a brevissima distanza dal 10 anni con un appiattimento della curva dei rendimenti che segnala l’allarme crescente dei mercati. Il livello toccato oggi rappresenta un massimo dallo scorso maggio, quando la formazione del governo aveva esposto l’Italia ad un’elevata tensione sui mercati.
Continua la discesa di Piazza Affari, in calo del 2,5% a 19.835 punti, ai minimi da aprile 2017. Il comparto più penalizzato è quello delle banche, con il Ftse Italia Banche in perdita del 4% (-3,6% quello relativo al settore finanziario), che paga uno spread fra Btp e bond decennali salito sopra i 300 punti, dopo il richiamo dalla Commissione Ue, che ha definito il Def un “motivo di seria preoccupazione”.