Potrebbe essere vietato sommare i contributi per chi intende andare in pensione con quota 100. Il governo starebbe infatti valutando l’ipotesi di vietare il ricorso al cumulo gratuito dei contributi. Introdotto dalla legge di bilancio 232/2016, il cumulo contributivo permette agli assicurati che hanno maturato periodi contributivi in diverse forme di previdenza obbligatoria di accedere al pensionamento di vecchiaia o di vecchiaia anticipata, sommando i periodi non coincidenti. Una possibilità che potrebbe essere negata dall’esecutivo giallo-verde per rendere la nuova misura previdenziale contenuta in manovra meno onerosa possibile.
Stando alle cifre contenute nel Def, infatti, per l’introduzione di ‘quota 100’ saranno stanziati 7 miliardi, la somma necessaria per consentire a migliaia di lavoratori di lasciare il lavoro quando la somma della loro età anagrafica e contributiva arriva, appunto, a quota 100. Una misura che, si legge sempre nella nota del Def, mira a “garantire il superamento degli squilibri dell’attuale sistema previdenziale per agevolare il ricambio generazionale e consentire ai giovani di poter avere accesso al mercato del lavoro”. Per usufruirne, però, bisognerà avere un’età minima di 62 anni e nel contempo almeno 38 anni di contributi.