Compromesso sulla Manovra: deficit al 2,4%

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il ministro Giovanni Tria,

Di Maio-Salvini 1, Tria 0. i vicepremier vincono il braccio di ferro col ministro del Tesoro. La manovra sarà finanziata  in deficit.  La linea del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, perde e il titolare del dicastero di via XX settembre, dopo una giornata di confronto serrato, è costretto a cedere. Ma non si dimette, anche per non allarmare i mercati. L’unica apertura a Tria per salvare le sue posizioni, è la concessione che 5 miliardi l’anno per il deficit saranno destinati, come ha spiegato ieri sera il premier Conte, agli investimenti.

Nel 2019 il deficit sarà al 2,4% del Pil liberando 27 miliardi. Il livello sarà tenuto per tre anni, anche nel 2020 e 2021. Tutte le promesse del contratto potranno essere finanziate. Dalla riforma della legge Fornero, al reddito e alle pensioni di cittadinanza, ai fondi per i risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie, agli investimenti e al calo delle tasse per gli autonomi, tutte le misure arriveranno tutti nella legge di bilancio e saranno finanziate ricorrendo all’indebitamento.

Le risorse liberate dal deficit permetteranno sia a Lega che a M5S di tenere fede alle rispettive promesse elettorali. Il partito di Matteo Salvini potrà quindi portare a casa il superamento della legge Fornero, bandiera anche dei Cinquestelle, consentendo l’uscita di «400mila» lavoratori per lasciare posto ai giovani, la flat tax per gli autonomi al 15%, la pace fiscale e più investimenti per scuole strade e Comuni. Luigi Di Maio potrà garantirsi invece 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, destinato a una platea di 6 milioni e mezzo di persone, e il via libera alla pensione di cittadinanza, oltre a 1,5 miliardi da destinare ai risparmiatori colpiti dai crack bancari. «Per la felicità degli italiani vale la pena sforare il 2%», è stato il mantra di Salvini, a cui ha fatto eco Di Maio convinto sponsor di una manovra «coraggiosa», ieri ha subito detto che si trattava di «un giorno storico».

Si attendono ora le reazioni dei mercati e quelle della Commissione Ue.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!